“Le aquile della notte” di Alice Basso (2023)

Se cercate un libro che mostri la forza e il lavoro della Resistenza ai tempi del fascismo, unendo anche i temi dell’amore e del rispetto in epoche in cui erano tutt’altro che scontati, non lasciatevi scappare il quarto libro della serie di Alice Basso, “Le aquile della notte”.

“Che arcobaleno. Abbiamo conosciuto una ribelle nel calcio, un ribelle nella pittura, un ribelle nella musica. Dei ribelli nelle normali faccende del commercio, poi i nostri ribelli scout… E mettiamoci che c’eravamo pure noi due, ribelli della stampa…”.

Punti forti

  • Scrittura vivace e colloquiale
  • Forza della letteratura e delle parole
  • Senso di giustizia
  • Ricerca della libertà
  • Lavoro della Resistenza
  • Amore e rispetto

Punti deboli

  • Il personaggio di Corrado (ora più che mai)

Voto


Valutazione

L’amore e il rispetto ai tempi del fascismo

In un’epoca in cui la donna, “angelo del focolare”, era relegata alla cura della casa e della famiglia, madre e moglie obbediente e serviente per sua stessa vocazione, erano davvero poche le storie d’amore, rispetto e uguaglianza.

“La natura ha irrevocabilmente divisi i campi nei quali l’uomo e la donna debbono agire […] perché nel suo regno la donna torni ad essere assoluta signora e regina. […] Ci ridarà, il fascismo femminile, la donna che ci abbisogna: custode della casa e degli affetti, incitatrice alle nobili opere, coniatrice nel dolore, madre dei nostri figli” (Critica fascista, n. 11, 193): così si legge in un documento sui ruoli e le incombenze femminili, votate al sacrificio di sé, proprietà del marito, come prima lo erano state dei propri padri e come poi lo saranno dei figli.

In questa realtà, la donna poteva essere picchiata a scopo rieducativo dal marito. Per non parlare del “delitto d’onore”, tutelato prevedendo pene irrisorie per chi uccidesse la moglie, la figlia o la sorella per riscattare il buon nome della famiglia. Solo nel 1981, verranno abrogati gli articoli del codice fascista, a favore di chi commetteva omicidio o lesioni personali per causa d’onore e del “matrimonio riparatore”, con cui si estingueva il reato di violenza sessuale. Nonostante ciò, fino al 1996 la violenza sessuale non era considerata reato contro la persona, ma contro la pubblica morale, come previsto dal codice fascista visto che il corpo femminile era un bene comune.

Di fronte a un tale pensiero, fortemente radicato nell’ideologia del regime e di tutti i suoi sostenitori, va da sé che amori romantici, fondati su parità e rispetto, non possono essere ritrovati nelle case fasciste. Anita e Sebastiano si dovranno spostare nelle Langhe, ospiti dai Bonatti per la vendemmia, per incontrare questo tipo di affetto. I proprietari della “cantina” privata, Caterina e Pinìn, sembrano tutto tranne una convenzionale coppia fascista. Già dalle prime parole dell’uomo, si nota l’uguaglianza che caratterizza il loro rapporto. Raccontando di come è nata la loro attività, Pinìn dice non che è sua, ma “sua e di sua moglie”. E come se non bastasse, nel corso del libro, si sente più volte chiedere dal marito a Caterina cosa le piace, quali sono i suoi gusti, le sue preferenze, i suoi pensieri. Potrebbe sembrare poco, o nulla, ma per l’epoca già questo è un atto di Resistenza e ribellione.

Foto libro “Le aquile della notte”, di Alice Basso, Redazione

Non ci si può stupire che ci siano pochissime testimonianze storiche del periodo fascista che raccontino esperienze simili. Una delle poche eccezioni, raccontata dalla stessa Alice Basso durante la presentazione del libro a Genova, riguarda Antonio Gramsci, importante pensatore, fondatore e leader del partito comunista: aiutava abitualmente le padrone delle case in cui era ospite a sparecchiare la tavola, asciugare i piatti e rassettare, per poi trascinarle nella conversazione.

 Sul tema della questione femminile, Gramsci mostra tratti di profondità e originalità rispetto agli intellettuali del suo tempo, comunisti e non. Già da molto giovani, lui e le sue sorelle, Emma e Teresa, vengono stimolati a leggere e spronati a raggiungere indipendenza economica ed emancipazione personale. Si racconta anche del continuo lavoro di Gramsci per il coinvolgimento delle donne nella vita di fabbrica, nell’organizzazione e gestione delle prime conferenze nazionali sulle donne comuniste e nella redazione della rivista “L’Ordine Nuovo”. Gramsci ha radicato in sé un sentimento di uguaglianza, che coniuga con il rispetto della diversità, in gioco nel rapporto uomo-donna.

Si contano sulle dita di una mano gli uomini che, oggi come allora, considerino la donna una loro pari. Che ti “aiuterebbero ad apparecchiare e sparecchiare”. Che ti direbbero che “ogni tanto è giusto siano loro a cucinare, anche perché tornereste a casa dal lavoro insieme”. Che “ti prenderebbero le pentole dallo scaffale più alto” e “ti allaccerebbero il grembiule dietro al collo”. E questo, anche Anita lo sa bene.


Scheda tecnica

Titolo (originale)Le aquile della notte
AutriceAlice Basso
Data di pubblicazione2023
EditoreGarzanti
GenereStorico, mystery, rosa
Pagine360
Lingua originaleItaliano
Prezzo16,90 €

Trama

Langhe, 1935. La fuliggine delle fabbriche lascia il posto al dolce profilo delle colline infiammate dai colori dell’autunno. Mentre guarda il paesaggio che scorre dal finestrino del treno, Anita sa che ad attenderla non è una vacanza, ma una trasferta di lavoro per la rivista di gialli “Saturnalia”, in compagnia dell’immancabile Sebastiano Satta Ascona. Per lei è così raro lasciare Torino che tutto le sembra meraviglioso. Inoltre è il periodo della vendemmia, il momento ideale per visitare le Langhe.

Se non fosse che, pochi giorni dopo il suo arrivo, il corpo di un ragazzo viene trovato al limitare del bosco. In quel breve lasso di tempo, Anita ha scoperto che, insieme ad altri coraggiosi coetanei, il giovane faceva parte di un gruppo scout, in segreta violazione dei divieti imposti dal regime. Anita rimane affascinata da quella dimostrazione di carattere.

E intanto, forse ispirata dal rosso del vino e dai mille volti di una terra ricca di inaspettati misteri, si avvicina come mai accaduto prima a Sebastiano. Ma perdere il controllo è un rischio, soprattutto se ci sono una verità da scoprire e la morte di un ragazzo a cui rendere giustizia. Anita è consapevole che solo le parole dei suoi amati detective possono mostrarle la strada verso la verità. Anche se il coraggio di non fermarsi davanti a nulla deve trovarlo dentro di sé. E ora ha bisogno di molto coraggio, perché i fili delle sue intuizioni la portano dove non avrebbe mai immaginato.


L’autrice


Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un borgo medievale fuori Torino. Lavora in una casa editrice, oltre disegnare e cantare in una band di rock acustico per cui scrive anche i testi delle canzoni.

Dalla stessa autrice: Una stella senza luce (nostra recensione, 2022)

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