“Una ragazza d’altri tempi” di Felicia Kingsley (2023)

Se cercate una storia ricca di amore e passione, ma che allo stesso tempo intrecci un mistero e la ricostruzione storica del 1816, con tutte le sue contraddizioni, “Una ragazza d’altri tempi” fa proprio per voi.

“Il coraggio forse non è la mancanza di paura; è farsela nelle mutande – che non porto – dalla paura ma affrontare le situazioni comunque.”

Punti forti

  • Scrittura vivace
  • Amore e passione
  • Viaggio nel tempo
  • Lotta contro le convenzioni e le ingiustizie
  • Ricerca della libertà

Punti deboli

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Il 1816 tra sfarzo, povertà, ingiustizie e tradimenti

Per Rebecca Sheridan, la Londra regency è il sogno di una vita, luogo e tempo in cui ama rifugiarsi grazie ai suoi romanzi, alle rievocazioni storiche, agli abiti e a vari oggetti che trova ai mercatini. Si immagina un’epoca fatta di debutti, stagioni, incontri con la regina, feste di ogni tipo, balli, ricevimenti e corteggiamenti, che nel XXI secolo si sognerebbe, come dimostrano gli appuntamenti andati male con ragazzi delle app di incontri.

Questo almeno finché non si ritrova letteralmente sbalzata nel 1816 attraverso un passaggio spazio-temporale calcolato dalla sua vicina di casa e amica, Gwenda. Le basta qualche ora nella casa degli zii e a contatto con gli uomini e le donne dell’epoca per capire che non è tutto rose e fiori come credeva, romanticizzando il periodo attraverso quello che traspariva dai suoi manuali di storia.

Il 1816 è sicuramente un anno particolare, quello che segue la sconfitta di Napoleone a Waterloo, avvenuta nell’estate del 1815, risollevando l’umore dell’Inghilterra e in particolare della nobiltà: dopo alcune stagioni sottotono, infatti, la vita mondana del 1816 è stata molto più vivace. Senza contare che nel maggio di quell’anno, viene celebrato il matrimonio della principessa Carlotta, unica figlia legittima ed erede al trono, aumentando ancor più il benessere dell’alta società.

Fin dai primi capitoli, però, vengono rese evidenti le contraddizioni e le brutalità perpetrate all’epoca e di cui Rebecca pian piano si accorgerà, provandole anche sulla sua pelle e maturando uno sguardo critico.

Per prima cosa, viene evidenziata la situazione della donna: oggetto di contesa degli uomini, doveva solo produrre eredi maschi, fare “sorrisi d’ornamento” e organizzare eventi. Guai se osasse esprimere un parere, una preferenza: le donne perbene, in presenza del marito, non si dovevano lasciare scappare neanche un sussurro, dovevano essere statuine zitte e immobili, decorazioni per mostrare agli altri di aver conquistato – letteralmente, come se fossero delle terre – la dama più bella. Bellezza era la parola d’ordine ed ecco perché Rebecca è da subito una “pecora nera”, nonostante nel suo presente sia tutto fuorché ribelle: ama leggere, scrivere e non si lascia facilmente ammansire o dire cosa può fare. Anzi, se può fare il contrario di ciò che le ordinano, ne è ben felice.

Tra i personaggi più misogini, troviamo il dottor Winslow, medico della famiglia Sheridan: in un primo momento, definisce la lettura un passatempo che “non è per signorine. Le loro menti fragili non sopportano simili livelli di concentrazione e certe suggestioni possono provocare infiammazioni al cervello”. Cosa ancora peggiore, in seguito a un forte trauma, sempre Winslow consiglia di tenere Rebecca in isolamento per calmare l’isteria, affermando di essere abituato a trattare con donne nella stessa condizione visto che “l’utero può causare stati di demenza”.

Foto e-book “Una ragazza d’altri tempi” di Felicia Kingsley, redazione

Non è però l’unico a pensarla così, anzi: tutti i pretendenti delle giovani mostrano le stesse tendenze e comportamenti, privando di ogni libertà le dame che dicono di amare tanto. Ciò che importa loro è solo bellezza, grazia, eleganza e decoro, per non metterli in imbarazzo in società. Tanto che si arriva ad affermare, con tutta tranquillità, che sia “meglio essere morti che disonorati”.

A proposito di morte, viene trattato dall’autrice anche il problema del trafugamento di cadaveri da parte dei Resurrezionisti per rifornire le scuole di anatomia. In questo caso, il corpo trafugato viene invece venduto per un “mummia party”, uno degli intrattenimenti più quotati del XIX secolo, con un picco nell’era Vittoriana. Anche la cronaca nera, all’epoca, era considerata semplice intrattenimento, come dimostra la richiesta del Chronicle alla Sfinge, pseudonimo di un autore di racconti gialli, di scrivere del ritrovamento e delle indagini sulla “mummia”, come se fosse una storiella di fantasia e non vita vera.

Rebecca si ritrova coinvolta nel mistero, insieme all’affascinante corsaro Reedlan Knox, ed è costretta a far visita a una domestica internata nell’ospedale psichiatrico di Bedlam, chiamato dallo zio della giovane “teatro della follia”: l’uomo racconta che, quando era ancora un’attrazione aperta al pubblico, vi si recavano in gita la domenica per vedere i matti. Nella sua visita, Rebecca entra in contatto con persone di ogni tipo. Una ragazzina nata con demenza e rinchiusa lì, dove è rimasta incinta a seguito di violenza. Una donna che, dopo aver perso il figlio, ha tentato il suicidio. Penny, sordomuta e traumatizzata. Persone che soffrivano, ma all’epoca erano viste solo come un gioco per l’alta società.

Attraverso altri due personaggi chiave, è portato a galla anche il tema dell’omosessualità, vista all’epoca come un male da estirpare, ma al contempo quasi ignorata e fatta passare per “impotenza” dell’uomo: molti giovani, in questo periodo, hanno perso la vita proprio a causa di “rimedi”, a base di polvere di ferro, col rischio di corrodere lo stomaco e provocare danni al fegato, al cuore e al sistema nervoso. La sempre maggior debolezza che causavano era vista dalle mogli come una scusa per evitare ritrovi mondani. In realtà, tutte quelle sostanze non avrebbero mai potuto costringerli ad amarle, ma ciò che importava era solo la facciata e dar alla luce degli eredi, anche a costo della morte.

Alla luce di ciò, il 1816 potrebbe sembrare un periodo terribile di ingiustizie e corruzione: in parte è così, ma anche all’epoca c’erano persone che non si adeguavano alle convenzioni sociali. Uno di questi è proprio Reedlan, che aiuterà Rebecca a risolvere il mistero che riguarda la sua amica Emily. L’unico che, nonostante il suo passato a detta di tutti scandaloso, non si impone, la rispetta, la guarda sempre dritto negli occhi, ascolta i suoi pensieri e cerca in ogni modo di regalarle la libertà, contro un mondo di uomini che la vuole ingabbiare.


Scheda tecnica

Titolo (originale)Una ragazza d’altri tempi
AutriceFelicia Kingsley
Data di pubblicazione2023
EditoreNewton Compton Editori
GenereStorico, mistery, rosa
Pagine512
Lingua originaleItaliano
Prezzo9,90 €

Trama

A chi non piacerebbe vivere nella Londra di inizio ’800, tra balli, feste e inviti a corte? Di certo lo vorrebbe Rebecca Sheridan, perché a lei il ventunesimo secolo va stretto: vita frenetica, zero spazio personale e gli uomini… possibile che nessuno sappia corteggiare una ragazza? Brillante studentessa di Egittologia e appassionata lettrice di romance Regency, Rebecca ama partecipare alle rievocazioni storiche in costume e, proprio durante una di queste, accade qualcosa di inspiegabile: si ritrova sbalzata nella Londra del 1816.

Superato lo shock iniziale, realizza di avere un’occasione unica: essere la debuttante più contesa dagli scapoli dell’alta società, tra un tè e una passeggiata a Hyde Park. Mentre è alla ricerca del suo Mr Darcy, attira però l’attenzione dell’uomo meno raccomandabile di Londra: Reedlan Knox, un corsaro dal fascino oscuro e dalla reputazione a dir poco scandalosa. Insomma, il genere d’uomo che una signorina per bene non dovrebbe proprio frequentare.

Ma quando Rebecca scopre segreti inconfessabili e trame losche dell’aristocrazia, il suo senso di giustizia le impone d’indagare. Nessuno però pare intenzionato a mettere a rischio il proprio onore per aiutarla. Non le resta che rivolgersi all’unico che un onore da difendere non ce l’ha: Reedlan Knox. E se, dopotutto, il corsaro si rivelasse più interessante del gentiluomo che ha sempre sognato? Decidere se tornare nel presente o restare nel 1816 potrebbe diventare una scelta difficile.


L’autrice

Felicia Kingsley è lo pseudonimo di una scrittrice italiana di romanzi rosa. Lavora come architetto, professione che alterna alla scrittura. Ha esordito con il romanzo “Matrimonio di convivenza”, inizialmente autopubblicato, e poi riproposto da Newton Compton. “Una ragazza d’altri tempi” (2023) è il suo ultimo bestseller, uscito il 5 settembre. La casa editrice ha pubblicato anche “Stronze si nasce” (2020), “Una Cenerentola a Manhattan” (2020), “La verità è che non ti odio abbastanza” (2021), “Bugiarde si diventa” (2021), “Due cuori in affitto” (2022), “Non è un paese per single” (2022), “Ti aspetto a Central Park” (2022) e i romanzi brevi “Il mio regalo inaspettato” (2022) e “Appuntamento in terrazzo” (2022).

Dalla stessa autrice: Una Cenerentola a Manhattan (2020)

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