“Musica per un amore proibito” di Hanni Münzer (2015)

Se cercate una storia che parla di donne coraggiose nell’epoca più buia della Storia, disposte letteralmente a qualsiasi tipo di sacrificio per proteggere chi amano, non potete non leggere “Musica per un amore proibito”.

“Marlene lentamente si girò. Si mise in posa ed esclamò: ‘L’inferno è vuoto, tutti i diavoli sono qui’. Poi, in tono di voce normale, aggiunse: ‘È La tempesta di Shakespeare, chérie. Adesso il mio palcoscenico è la vita reale”.

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Nelle prime pagine del romanzo, ci si ritrova ai giorni nostri, più precisamente nel 2012. Felicity e Martha sono alla ricerca di risposte del loro passato. Ciò che tormenta di più Martha, è scoprire finalmente perché sua madre Deborah le ha sempre riservato tanto odio.

Ciò che il lettore legge delle varie vicende passate, non è altro che la traduzione delle pagine del diario in ebraico rinvenuto tra le cose di Deborah dopo la sua morte.

La storia viene ripercorsa dal 1923. La prima protagonista è Elisabeth, una cantante e musicista tedesca di successo internazionale. Vive a Monaco di Baviera, ed è da poco sposata con Gustav, un medico ebreo, con cui ha due figli, Deborah e Wolfgang.

Nelle prime pagine si legge di una vita tranquilla, di progetti futuri di una neo-coppia felice, di sogni. Gli stessi sogni che iniziano a sgretolarsi con l’ascesa del nazismo. La famiglia infatti, inizia ad avere problemi, a ricevere minacce e a vivere in uno stato di angoscia perenne, che il lettore avverte quasi come fosse lui stesso a sperimentare questa tensione.

Insieme ai domestici e alla bambinaia, decidono di trasferirsi in Inghilterra. Ma essendo perennemente sorvegliati, decidono di lasciare Monaco senza dare troppo nell’occhio: il primo a partire e a raggiungere l’Inghilterra in treno, doveva essere Gustav, con un documento falso. I prossimi sarebbero stati Elisabeth e i bambini.

La storia di Gustav, però, si interrompe bruscamente: così come tante persone sparirono senza lasciare traccia, anche lui scompare dalle pagine del romanzo. Hanni Münzer accende una speranza nel cuore del lettore, che spera fino all’ultimo in un ritrovamento. Ma nonostante i disperati tentativi di Elisabeth, nonostante abbia messo ripetutamente in pericolo la sua stessa vita per cercarlo, Gustav sarà solo una delle tante anime di cui non si conosce come la vita è stata spezzata, come ha smesso di esistere.

In uno di questi tentativi di ricerca, Elisabeth decide di andare a domandare alla Cancelleria del Reich di Berlino, sfruttando la sua posizione come famosa cantante. Qui, incontra l’ufficiale delle SS, l’Obersturmbannführer Albrecht Brunnmann, che inizia a flirtare con lei.

Da questo punto della storia, la figura della donna in generale, diventa vittima del maschilismo e del sessismo, in quanto vista solo come oggetto di conquista e di perversione da parte dell’uomo nazista. Ma al tempo stesso, si fa involontariamente eroina: per prima tra le tre donne della storia, Elisabeth, scambia il proprio corpo in cambio della protezione dei propri figli. Obbligata da questo patto tacito, si risposa con Albrecht, nonostante le sue condizioni di salute sempre più precarie. Alla morte di Elisabeth, la storia si sposta sulla seconda protagonista: Deborah, la figlia di Elisabeth.

Foto libro “Musica per un amore proibito” di Hanni Münzer, Lucia Schifano

Deborah è l’immagine opposta della madre: mentre la seconda è più calma, pacata, e si presenta più dolce e fragile, la figlia ha un carattere più forte, è più burbera, meno riflessiva e si lascia coinvolgere troppo dalle cose. Dalla madre, non ha ereditato solo il talento per la musica, il canto e il pianoforte, ma anche Albrecht. Quest’ultimo, infatti, non si accontenta di aver avuto solo Elisabeth e fa di tutto per ottenere anche Deborah. Ma con lei non deve fare molti sforzi. Nonostante il lettore sia a conoscenza di come Albrecht stia manipolando Deborah, quest’ultima cede, presa dal fascino dell’uomo maturo e dalla voglia di provare nuove emozioni ‘proibite’, di ricevere attenzioni.

Ma ben presto le cose cambieranno. A modificare la visione che Deborah ha su Albrecht, sarà l’incontro con Marlene, l’amante di un alto ufficiale della Wehrmacht. La ragazza si definisce un’attrice. Solo più tardi spiegherà a Deborah, che il suo palcoscenico è la vita reale.

Marlene fa infatti parte della Resistenza, e farà aprire gli occhi a Deborah, che presa dall’odio decide di unirsi per salvare il fratello e rivendicare il padre scomparso per mano di uomini come Albrecht.

Così come Elisabeth, anche Deborah e Marlene sono vittime di quella visione della donna come oggetto di conquista e perversione maschile. Questa cosa viene però sfruttata dalle due amiche, per portare a termine lavori importanti per la Resistenza: Marlene e Deborah sono infatti, a tutti gli effetti, delle infiltrate nei ranghi più alti del nazismo.

Quando pensano di avere la vittoria in pugno dopo aver rubato un documento dove sono attestati tutti i crimini di guerra, un incidente di comunicazione della Resistenza, metterà in pericolo le due ragazze, facendo saltare la loro copertura.

Da questa parte in poi, il lettore si immergerà direttamente nella crudeltà del nazismo durante le torture nelle prigioni.

Marlene non verrà torturata solo fisicamente, ma anche psicologicamente. Ciò che infastidisce i nazisti, è la sua forza, il fatto che non riescano ad abbattere il suo spirito ironico e ribelle. Ferirla solo fisicamente non dà quella sadica soddisfazione desiderata. L’obiettivo non sarà più quello di ucciderla, ma farla vivere il più possibile per vedere morire lentamente Jakob, capo del gruppo della Resistenza alla quale le due ragazze rispondevano, e il ragazzo di cui lei (e Deborah) era innamorata. Sarà questo però, a salvarla.

Di una tortura simile sarà vittima anche Deborah. Non sarà rinchiusa dentro una cella, ma casa sua diventerà la sua prigione. Vedrà Jakob morire, Marlene soffrire, e vivrà mesi con Albrecht che la minaccerà di portare il fratello in un campo di concentramento.

La fine del romanzo è caratterizzata anche da un colpo di scena che riguarderà Deborah in particolare. Quella stessa ragazza che, come la madre, ha letteralmente dato il suo corpo per salvare il fratello, l’amica, per essere utile alla Resistenza e rivendicare i genitori, decide di lasciare tutto e tutti alle spalle, non appena finita la guerra. Ricolma di odio, lascia il fratello e Marlene e parte per Seattle, per ricominciare una nuova vita, nonostante in grembo porti il segno di ciò che aveva passato: la figlia di Albrecht, Martha.


Scheda tecnica

Titolo italianoMusica per un amore proibito
Titolo originaleHonigtot
AutriceHanni Münzer
Data di pubblicazione2015
EditoreGiunti Editore
GenereDrammatico, storico
Pagine464
Lingua originaleTedesco
Prezzo11,90 €

Trama

Seattle 2012. Felicity ha un sogno nel cassetto: diventare medico a Kabul. Per avverarlo, è pronta a lasciare Seattle, gli amici, e il fidanzato Richard. Ma la morte della nonna Deborah e la scomparsa della madre Martha, le sconvolgono i piani, così che si vede costretta a mettersi nelle tracce di sua madre, per ritrovarla.

Martha, scoprendo che la madre le aveva sempre mentito riguardo al suo passato, è infatti partita per Roma, quella che ha sempre creduto fosse la città natale di Deborah, per poter far chiarezza, ma anche per capire perché sua madre nutrisse un certo odio nei suoi confronti.

Dopo il ritrovamento di un ritaglio di un giornale che ritrae Deborah in prima fila durante il processo di un criminale nazista, una lettera e un diario scritto in ebraico, Martha e Felicity risaliranno alla verità del loro passato, partendo dalla triste storia della bisnonna di Felicity, Elisabeth, che segnerà per sempre quattro generazioni di donne.


L’autrice

Hanni Münzer è nata e vive attualmente in Germania, ma ha abitato per lunghi periodi a Seattle e a Roma, svolgendo diversi lavori. Da sempre appassionata di narrativa, nel 2013 ha iniziato ad autopubblicare online i suoi romanzi, finché nel 2014 il clamoroso successo di Musica per un amore proibito ha attirato l’attenzione del prestigioso editore Piper, che ha deciso di pubblicare il libro, piazzandolo per mesi ai primi posti della classifica dello Spiegel. Da quel momento, grazie all’enorme successo che i suoi romanzi hanno riscosso sia in patria sia all’estero, si dedica a tempo pieno alla scrittura.

Dalla stessa autrice: Marlene (2016)

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