“Vox” di Christina Dalcher (2018)

Se cercate degli spunti di riflessione e qualcosa che lasci a bocca aperta e vi faccia arrabbiare, soprattutto per la sua spaventosa attualità in tema di diritti e libertà femminili, non potete perdervi “Vox”.

“Pensa di svegliarti una mattina e scoprire di non avere voce in niente”

Punti forti

  • Attuale
  • Tematiche importanti
  • Femminista
  • Stile chiaro

Punti deboli

  • Personaggi secondari poco caratterizzati
  • Finale veloce

Voto


Valutazione

Scrive Christina Dalcher nei ringraziamenti: “Spero che questo libro ti abbia fatto arrabbiare. E che ti abbia fatto riflettere”. Di certo, il suo intento è ampiamente raggiunto perchè, analizzando meglio il contesto, non si può fare a meno di arrabbiarsi e insultare certi personaggi. Ci troviamo in una società in cui le donne sono private quasi di tutto. Dovendo contare ogni parola, non possono nemmeno farsi conoscere o esprimere emozioni, con il rischio di lasciarsi andare e superare il limite.

Le donne non possono incontrarsi tra loro, stanno relegate in casa o, nel caso della moglie del presidente, esibite come trofei su un palco. Devono essere belle, immobili, zitte e sono usate solo per fare figli, ovviamente maschi. Mamma e figlia non possono nemmeno farsi ciao con la mano o mandarsi un bacio perchè i gesti significano comunicare.

Diventano dei burattini nelle mani degli uomini (la maggioranza almeno). Anche la tv diventa un mezzo di controllo, in pieno stile “1984” di Orwell, con palinsesti di soli programmi sportivi e dibattiti politici, in sostanza “roba per uomini”.

Foto e-book “Vox”, Christina Dalcher, Redazione

A scuola, le bambine delle elementari fanno a gara a chi parla meno e, a fine giornata, vengono premiate. I ragazzi vengono indottrinati, incitati fin da giovanissimi a supportare il movimento e vengono mandati nelle scuole a fare propaganda, compreso Steven, il figlio di Jean: un personaggio che susciterà emozioni molto forti nei lettori e anche nella protagonista.

Passando a Jean, non ci troviamo davanti la classica eroina irreprensibile, ma una donna vera, per certi versi imperfetta, con i suoi difetti. Questo soprattutto in gioventù, quando preferiva stare al campus a preparare gli esami, invece di lottare contro il clima che già allora si stava diffondendo. Ci vorrà del tempo prima che capisca quale sia la cosa giusta da fare. E probabilmente questo la avvicina di più ai lettori, creando una profonda empatia. Aspetto centrale di tutti i romanzi della Dalcher, dove si vedono contrapposte alla Jean di turno donne sin dall’inizio forti e determinate, snobbate dalla protagonista ed etichettate come “esagerate” e “fanatiche”. Salvo poi ricredersi, anche se forse troppo tardi.

Uno stile chiaro e diretto, con capitoli brevi e veloci. Un romanzo provocatorio e sconvolgente, che dimostra quanto sia facile ottenere il controllo di un Paese, o in questo caso di un gruppo: come la storia insegna, spesso basta solo un leader carismatico e bravo con le parole.


Scheda tecnica

Titolo (originale)Vox
AutriceChristina Dalcher
Data di pubblicazione2018
EditoreCasa editrice Nord
GenereDistopico
Pagine380
Lingua originaleInglese
Prezzo18 €

Trama

Cento parole al giorno, non una di più: è tutto ciò che è concesso alle donne negli Stati Uniti, in un futuro neanche troppo lontano. Insieme alla voce, hanno perso il passaporto, il lavoro, il conto in banca, ogni diritto e possibilità di comunicare, anche con i gesti. Se superano il limite, pagano un prezzo doloroso. Se cercano di ribellarsi, finisce anche peggio.

Lo scoprirà presto Jean McClellan, costretta a vivere secondo i dettami del Movimento della Purezza del reverendo Corbin: un uomo che ha fatto della Bibbia la sua arma. E che in mente ha piani ancora più diabolici. Jean, neurologa di origini italiane, è l’unica che ha la possibilità di reagire quando le viene chiesto di curare il fratello del capo di Stato. Per sé stessa, per sua figlia, per tutte le donne.


L’autrice

Christina Dalcher è una scrittrice e linguista americana. Cresciuta nel New Jersey, ha studiato alla Georgetown University, dove si è laureata in linguistica con una tesi sul dialetto fiorentino. L’Italia, infatti, l’ha sempre affascinata, sia per la sua arte che per la lingua. Ha insegnato italiano, linguistica e fonetica ed è stata ricercatrice presso la City University London. Si è dedicata tardi alla scrittura: la sua prima opera, “Vox”, è uscita nel 2018 ed è stata candidata al “Goodreads Choice Award” per il miglior romanzo di fantascienza. Pubblica, poi, “La classe” e “La sorellanza”, portati in Italia dalla casa editrice Nord. Tra i suoi scrittori di riferimento, Stephen King, Roald Dahl e Carl Sagan.

Dalla stessa autrice: La classe (nostra recensione, 2020)

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