La libreria di Percy Jackson

Alcune delle letture preferite di Percy Jackson, semidio figlio di Poseidone, dio del mare, e di Sally Jackson.

La descrizione di Percy

“La figlia della dea della luna” di Sue Lynn Tan

“Alcune cicatrici sono parte di chi siamo, forgiano ciò che diventeremo.”

Copertina “La figlia della dea della luna” di Sue Lynn Tan

Trama

Cresciuta sulla Luna, Xingyin non sa che la stanno nascondendo dal temibile imperatore del Regno Celeste, che ha esiliato sua madre per aver rubato l’Elisir di Lunga Vita. Quando però, utilizzando inconsapevolmente la magia di cui è dotata, rivela la propria esistenza, è costretta a fuggire abbandonando la sua casa.

Sola, incapace di controllare i propri poteri e piena di paura, si dirige verso il Regno Celeste, terra di meraviglie e di segreti. Qui, sotto mentite spoglie, impara l’arte dell’arco e della magia insieme al figlio dell’imperatore, cercando di ignorare la passione che presto inizia a divampare tra di loro.

Per salvare la madre, Xingyin sarà costretta a intraprendere un viaggio avventuroso e ad affrontare creature leggendarie e pericolosi nemici. Ma quando la magia proibita minaccia il regno e Xingyin si ritrova a sfidare nientemeno che il feroce imperatore, dovrà scegliere se rischiare di perdere tutto ciò che ama o lasciare che il reame sprofondi nel caos.

Percy lo leggerebbe perché:

capirebbe la frustrazione di Xingyin nel dover imparare a conoscere da sola i propri poteri. Si immedesimerà in lei quando dovrà scegliere se salvare chi ama o il suo regno.

“Il giudizio di Persefone” di Giulia Calligola

“La morte non corre. La morte ha un appuntamento e lo rispetta. Non arriva in anticipo. Si può dire, quasi, che la morte non uccida: la morte prende con sé le anime quando smettono di essere vitali.”

Copertina “Il giudizio di Persefone” di Giulia Calligola

Trama

Nata negli anni ’90, studentessa universitaria, frequentatrice assidua di umani e più bassa di due metri e quindici: Persefone ha davvero un pessimo curriculum divino. I mortali non la venerano, gli Dei non la invitano ai loro eventi mondani, e a lei tutto sommato andrebbe bene così. O almeno crede.

Tutto cambia quando a una conferenza incontra Ade, Dio dei morti e gentiluomo d’altri tempi. Anche il suo è un bagaglio pesante: trecentomila anni in più sull’età, cinquanta centimetri in più sulla statura, almeno venti titoli in più sul nome. Ma è anche l’unico a capire la passione di Persefone per la giurisprudenza, nonché l’unico che sembri a disagio in mezzo agli altri Divini tanto quanto lei. Poteva forse non scattare la scintilla? I due si ritrovano a intrecciare i loro destini e a lavorare insieme per emettere una sentenza controversa, collaborando a un processo ultraterreno nel tribunale degli Inferi.

Percy lo leggerebbe perché:

riconoscerebbe le difficoltà di Persefone a vivere in mezzo agli umani. Inoltre, la complicità tra Ade e Persefone gli ricorderà quella che ha lui coi suoi amici Annabeth e Groover.

“La schiava ribelle” di Eleonora Fasolino

“«Che ne è del mio buonsenso?» «Cede all’amore, ragazza. L’amore non guarda all’immortalità, non si cura del buonsenso. L’amore si cura solo di sé stesso. Trova qualcuno in cui sopravvivere, come un malanno, e si insidia, logora, consuma. E non importa se siano dei o siano uomini, chiunque è pronto ad ammalarsi sino alla morte per l’amore».

Copertina “La schiava ribelle” di Eleonora Fasolino

Trama

Troia è sotto assedio. Ogni giorno gli attacchi dei greci si abbattono implacabili contro le sue alte mura e nessuno sembra in grado di opporsi alla furia dei più valorosi tra loro, i micidiali guerrieri mirmidoni. Si dice che il loro re, il nobile Achille, sia il combattente più forte mai esistito. Il più veloce, il più impavido. E il più spietato.

Quando viene privata della libertà e condotta al suo cospetto, Briseide sa di non essere più una principessa, ma una schiava. E, non aspettandosi clemenza, si aggrappa all’unica cosa che le resta: la sua dignità. Con il trascorrere delle giornate nell’accampamento di Achille, però, si accorge che la fama oscura che circonda il leggendario eroe non tiene conto dell’umanità che ogni tanto lascia trasparire, specialmente nei confronti dell’inseparabile Patroclo, il valoroso principe che lo affianca in ogni battaglia. E che il suo onore è pari alla sua abilità con la spada. Forse, nonostante il fato li abbia resi nemici, Achille e Briseide non sono poi così diversi. Forse uno spietato invasore e una principessa ridotta in schiavitù possono cambiare il corso della storia.

Percy lo leggerebbe perché:

interessato a storie e miti greci. Come la sua storia da semidio, quella di Briseide è raccontata sotto un punto di vista diverso rispetto a quello che generalmente si conosce.