“Tre cadaveri” di Raffaele Malavasi (2018)

Se cercate un thriller appassionante e ambientato a Genova, non perdetevi “Tre cadaveri”.

“Si avvicinò decisa e mostrò il tesserino. “Il Secolo XIX. Posso sapere cosa sta succedendo?”

Punti forti

  • Stile scorrevole e appassionante
  • Personaggi complessi e ben caratterizzati
  • Ambientato in luoghi che viviamo quotidianamente, essendo di Genova

Punti deboli

  • Troppi serpenti (qualcuno di questa redazione – Marty – avrà incubi per giorni)

Voto


Valutazione

L’importanza delle inchieste nei giornali

Nell’immaginario collettivo, il giornalista svolge un lavoro prettamente inutile e sopravvalutato: scrive “storielle”, si fa gli affari di tutti ed è il classico rompiscatole che fa troppe domande solo per “vendere i suoi articoli o il suo giornale”.

Ed è così che Orietta Costa, giornalista del Secolo XIX – quotidiano genovese – viene descritta inizialmente dall’ispettore Gabriele Manzi e dall’ex agente Goffredo Spada. In città cominciano a susseguirsi brutali omicidi ai danni di tre donne, che non hanno apparentemente nulla in comune tra loro.

L’intento della polizia è quello di tenere la stampa all’oscuro, ma non hanno tenuto conto della cazzuta giornalista che si affianca con “carta e penna” alle indagini tradizionali. Infatti, non si limita a riportare le scarsissime dichiarazioni che la polizia rilascia durante le conferenze stampa. È la prima a cercare testimoni, visitare il luogo del delitto, scavare a fondo nel passato delle vittime, pur di scoprire la verità e dar loro giustizia. Anche a costo di mettersi nei guai e rischiare la sua stessa vita.

In passato, prima che le testate perdessero autorità nel nostro Paese – e di conseguenza abbonamenti, grazie ai quali investire su un certo tipo di ricerca e approfondimento – il lavoro del giornalista era proprio questo: andare in prima persona a cercare la notizia, in alcuni casi vivendola addirittura sulla propria pelle, analizzarla nel dettaglio e condividerla con i lettori, nel nome della verità.

Al giorno d’oggi, purtroppo, le persone hanno perso ogni fiducia nei giornali. Si sente quotidianamente di chi preferisce informarsi sui social perché considera finte le storie raccontate dai giornalisti, capaci solo di “ingigantire la notizia” per renderla sensazionale e poter vendere copie. Così come ogni giorno c’è qualcuno che taccia questo lavoro come strumento dell’uno o dell’altro governo, utile solo a forgiare le menti della popolazione. Nessuno pensa che le fonti sui giornali sono verificate, mentre i social raccolgono eventi, fatti, opinioni di chiunque. E spesso il controllo attuato dalle piattaforme è debole, soprattutto per quanto riguarda eventuali fake news.

In Italia, questo tipo di giornalismo d’inchiesta prende piede nel secondo dopoguerra, quando la fine del fascismo e della censura permette alla stampa di esprimersi liberamente: si lega alla cronaca sociale, criminale e a quella politica offrendo racconti, ricostruzioni e analisi di diversi fenomeni ed eventi. Negli anni a cavallo tra il ’50 e i ’60, in questo campo si afferma la figura di Oriana Fallaci: dai suoi viaggi in Medio Oriente prenderà gli spunti per “Il sesso inutile” (1961), un libro inchiesta sulla condizione della donna in quei paesi. 

Non tutti i giornalisti oggi si arrendono a questo destino da “racconta-frottole”. C’è chi ritiene ancora questo lavoro come una missione, un modo per fare giustizia e urlare al mondo la verità sui fatti. C’è chi si finge venditore ambulante, chi racconta di truffe subite in prima persona, chi smaschera pedofili e reati, chi si improvvisa detective e risolve casi.

L’anima di Carol Maltesi ha avuto giustizia grazie all’inchiesta del giornalista e fondatore di “BsNews.it”, Andrea Tortelli. Sembrava impossibile dare un nome alla ragazza martoriata, senza documenti e senza identità trovata da un uomo che stava andando a buttare la spazzatura. Eppure, grazie alla tenacia del giornalista, la famiglia della vittima ha potuto piangerne la scomparsa, senza restare all’oscuro di ciò che le fosse successo. E dopo sembrava impossibile sciogliere i nodi della vicenda, capire cosa fosse accaduto a Carol, perché e soprattutto chi l’abbia strappata brutalmente dalla vita. Anche questa volta, il contributo di Andrea Tortelli è stato fondamentale per identificare e arrestare il colpevole di quest’orrendo crimine.

La vicenda su un gruppo di pedofili che vivevano nella provincia di Modena alla fine degli anni ’90 è ricostruita tramite l’inchiesta di Pablo Trincia. Il giornalista riprende in esame tutte le testimonianze e le prove raccolte dalle indagini e nel processo, rimettendo in discussione le sentenze emesse dai tribunali negli anni precedenti.  

Restando a Genova, i casi di pedofilia sulla piattaforma PlanetRomeo sono stati portati alla luce grazie all’inchiesta di un giornalista del “Secolo XIX”, Pablo Calzeroni. Si finge un ragazzino di 17 anni, Andrea, “inesperto e un po’ una frana” e chattando con alcuni uomini “maturi”, conferma quello che era all’inizio un semplice sospetto: “basta un’ora su Internet per farsi adescare”.

Questo è proprio il tipo di giornalismo che vorremmo fare un giorno: portare verità e giustizia con le nostre parole.


Scheda tecnica

Titolo (originale)Tre cadaveri
AutoreRaffaele Malavasi
Data di pubblicazione2018
EditoreNewton Compton Editori
GenereThriller
Pagine334
Lingua originaleItaliano
Prezzo3,90 €

Trama

Una serie di omicidi sconvolge la città di Genova. Tre donne sono ritrovate morte e ogni scena del delitto è un’efferata rappresentazione. Si tratta di un serial killer o di una setta di invasati?

L’ispettore capo Manzi viene incaricato di condurre le indagini insieme alla sua squadra e decide di chiedere aiuto a Goffredo Spada, un ex poliziotto, a suo dire l’unico ad avere le competenze per trovare l’assassino. Spada, però, non è per niente collaborativo e dimostra cinismo e totale sfiducia nelle istituzioni. C’è qualcosa nel suo passato che lo tormenta.

Ma la polizia non è l’unica a muoversi sulle tracce dell’assassino. Orietta Costa, una giornalista di cronaca del «Secolo XIX», intende venire a capo del mistero, e firmare lo scoop dell’anno. Man mano che il tempo passa, però, gli omicidi sono sempre più brutali e chiunque abbia intenzione di fermare quelle morti violente dovrà addentrarsi nell’abisso della perversione umana, in una lenta discesa agli inferi.


L’autore

Raffaele Malavasi è nato a Genova ed esercita la libera professione. Da sempre accanito lettore, ha una passione per i gialli. Ha deciso di dedicarsi alla scrittura autopubblicando, da esordiente, il suo primo romanzo. “Tre cadaveri” è il primo libro pubblicato con la Newton Compton Editori.

Dallo stesso autore: Due omicidi diabolici (2019)

Simili: La donna di ghiaccio – Robert Bryndza (2017)