Book Pride 2024 a Genova: giorno 1

Primo giorno della tradizionale Fiera Nazionale dell’Editoria Indipendente a Genova (Book Pride 2024 presso Palazzo Ducale).

Come ogni anno, sono tantissimi gli eventi e gli editori presenti a Genova per il Book Pride.

Ce n’è per tutti i gusti: laboratori per i più piccoli e per le scuole, autori che raccontano Genova tramite i loro versi e le loro parole, eventi che trattano le prossime sfide dell’editoria e del giornalismo in epoca digitale e molto altro. Noi ve ne raccontiamo alcuni che ci hanno colpite di più.

Locandina Book Pride 2024

Il segreto nel nome

A cura di Capovolte; Relatrice: Amal Oursana, con la partecipazione del Suq Genova.

Sala Ducale Spazio Aperto, ore 17.30

L’incontro

Qualcosa di banale come un nome può fare tutta la differenza del mondo. E lo sa bene Amal Oursana, autrice nata in Francia da genitori marocchini che si è trasferita a Modena a 12 anni: qui, si presentava come francese per la paura di non essere vista di buon’occhio a causa della sua nazionalità e di non essere accettata. 

Agli occhi di una bambina si trattava solamente di un modo per essere uguale al resto dei suoi coetanei, non consapevole della storia, delle traversie e delle esperienze che si celano dietro a un nome, magari composto anche da poche lettere. Nel corso del tempo, le persone sono state costrette ad alterare la propria identità per svariate ragioni: politiche, sociali, culturali.

“Il segreto nel nome” è proprio la storia di una famiglia che si trasferisce dal Marocco in Francia e poi in Italia. All’inizio del romanzo, il nonno deve scegliere qualcosa da trasmettere alle generazioni, facendo sì, poi, che i nipoti ritornino all’origine.

Un momento dell’incontro di oggi a Palazzo Ducale

Questo recupero delle radici tramite il proprio nome sarebbe stato impossibile a causa del censimento francese – avvenuto negli anni ’50 – in Marocco, dove i cittadini dovevano scegliere quale cognome utilizzare, portando alla perdita di numerosi legami parentali, oltre che di tutto ciò che è venuto prima di sé.

E il Suq, rappresentato oggi da Alberto Lasso in qualità di progettatore e coordinatore delle attività formative del Suq Festival di Genova, diventa proprio un luogo capace di far rincontrare famiglie che si erano perse, unire famiglie non di sangue, recuperare ricordi del proprio passato.

Origini che, per Amal Oursana, sono state difficili da ritrovare a Modena: il mare fa parte della sua famiglia da sempre e qui le è fortemente mancato. Il Marocco, però, lo viveva dentro casa, soprattutto in periodo di Ramadan. Suo padre ha anche fondato un’associazione culturale per la Festa della Donna, in cui la donna italiana incontrava la donna marocchina, permettendo alle due culture di unirsi e conoscersi. Tema a cui l’autrice tiene molto, tanto da aver dedicato il suo romanzo prima di tutto a chi ha una doppia appartenenza.

A Genova, invece, è stato molto più facile ritrovare un po’ del suo Paese. Sia grazie al mare, sia per le vie del vivace e multietnico centro storico genovese, che la fa sentire come se fosse per le strade di Marrakech.

Ed è bello, per chi non può sentire la propria identità e quella della sua famiglia ogni giorno pronunciando il proprio nome, poter trovare un po’ di sé e della propria casa nelle vie e nelle piazze delle città, nei volti di chi incontrano e con cui possono scambiarsi un timido cenno, con la consapevolezza che quegli occhi hanno visto – anche solo attraverso i ricordi dei parenti – le stesse terre.

Trama del romanzo

La nascita di Rahhal nel 1950 segna un cambiamento importante nella sua famiglia: il padre Haj Al Kabir deve scegliere il nuovo cognome unico per il censimento indetto dal Protettorato Francese, che eliminerà la sequela della genealogia patrilineare che i nomi arabi conservano per tradizione.

Crescendo, Rahhal emigra in Europa, prima in Francia e poi in Italia, a Modena, dove segue moglie e figli. Nella quotidianità dei primi anni Duemila sono soprattutto i giovani a tentare di mediare tra due culture, sullo sfondo della complessità del momento storico-politico. Ma il legame con i luoghi d’origine non si è mai rotto e un viaggio di ritorno ricondurrà la famiglia sui passi della prima generazione, alla scoperta di una storia profonda e spirituale, legata al segreto del proprio nome.