03/05/2024: Giornata mondiale della libertà di stampa.
Oggi 3 maggio, è la Giornata mondiale della libertà di stampa, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1993 a seguito della Raccomandazione adottata dalla Conferenza Generale dell’UNESCO nel 1991, che aveva risposto all’appello dei giornalisti africani e alla loro storica Dichiarazione di Windhoek sul pluralismo e l’indipendenza dell’informazione. Si tratta, infatti, di un diritto fondamentale per difendere i media dagli attacchi alla loro indipendenza, alla libertà d’espressione e per ricordare tutti i giornalisti uccisi nell’esercizio della loro professione.
Siamo in un periodo in cui la libertà dei media è in pessime condizioni: la disinformazione, la propaganda, l’aggressività da parte di governi autocratici e l’intelligenza artificiale rappresentano minacce crescenti per il giornalismo. Questo è confermato dall’altissimo numero di giornalisti uccisi, aggrediti o imprigionati ogni anno. E anche la censura è ogni giorno maggiore.
Proprio in questi giorni, la Commissione di Vigilanza Rai ha modificato il funzionamento della legge sulla “par condicio”: si tratta di una serie di regole che garantisce ai vari partiti politici la parità di accesso nei mezzi d’informazione, in particolare nei periodi di avvicinamento alle elezioni. L’emendamento in questione, proposto da alcuni partiti di maggioranza, riguarda una delibera AGCOM che valuta le presenze dei politici nei programmi tv non solo in termini di quantità, ma anche di qualità, ovvero rapportando il tempo speso attraverso il criterio delle fasce orarie più popolate e che registrano maggiori ascolti. Di fatto, in periodo di campagna elettorale, non saranno previsti vincoli di tempo per politici e candidati, a patto che parlino della loro attività istituzionale. Così come non è previsto contraddittorio o una mediazione giornalistica.
Ma i giornalisti, con un comunicato UsiGrai, si sono subito espressi contro una maggioranza di governo che “ha deciso di trasformare la Rai nel proprio megafono“. Come affermano loro stessi, “questa non è la nostra idea di servizio pubblico, dove al centro c’è il lavoro delle giornaliste e dei giornalisti che fanno domande (anche scomode), verificano quanto viene detto, fanno notare incongruenze”.
Oggi più che mai, dato il contesto storico, noi della redazione ci teniamo ad affermare l’importanza di una stampa libera e autonoma da condizionamenti e della sicurezza dei giornalisti: tema che ci sta particolarmente a cuore visto che, in futuro, speriamo di lavorare in questo ambito e di poterci sentire sicure.


