“Nada” di Carmen Laforet (1945)

Se cercate un romanzo che racconti il dolore e le cicatrici lasciate dalla guerra civile spagnola, non perdetevi “Nada”.

“Mi rendevo conto, per la prima volta, che tutto va avanti, diventa grigio, si rovina nei vivi. Che non c’è fine alla nostra storia finché non arriva la morte e il corpo si decompone”.

Punti forti

  • Analisi veritiera della situazione dopo la guerra
  • Intrighi
  • Personaggi principali forti

Punti deboli

  • Molti momenti introspettivi
  • Descrizioni crude

Voto


Valutazione

Gli strascichi della guerra civile spagnola

Il romanzo di Carmen Laforet offre una testimonianza del crollo fisico e morale della società spagnola dopo la fine della guerra civile (1936-1939) e nei primi anni del dopoguerra, incluso dopo la conclusione del regime franchista, nel 1975. Gli spagnoli credevano che presto tutto sarebbe tornato alla normalità, nonostante i quasi 40 anni di dominazione franchista. Così, però, non è stato e lo dimostra, da subito, la condizione in cui versa la casa degli zii e della nonna materna di Andrea: non è più la residenza curata e lussuosa che si ricordava dalla sua infanzia, prima di trasferirsi alle Canarie a causa della guerra, bensì un luogo sporco, puzzolente, misero, dove soffrono la fame e sono quasi costretti a stare senza luce ed elettricità. Questo perchè il periodo franchista lascia la Spagna provata dalle distruzioni e con un grave dissesto economico, senza contare il fatto che la transizione alla democrazia non sarà immediata.

Andrea si ritrova ad affrontare un panorama e una vita che non conosce, una realtà completamente stravolta rispetto a quello che aveva lasciato, motivo per cui rimarrà a Barcellona solo un anno, per poi trasferirsi a Madrid. Stessi avvenimenti affrontati anche da Carmen Laforet, tanto che può essere considerato in parte un romanzo autobiografico, anche se prevale la denominazione di romanzo sociale, realista, che denuncia la situazione del regime, tramite la strategia narrativa del tremendismo, ossia l’uso di un’aggettivazione cruda per criticare indirettamente le condizioni di vita degli spagnoli.

Gli strascichi del Franchismo non si riflettono solo sugli ambienti, ma anche sulla psiche e i comportamenti delle persone, in questo caso dei familiari della giovane: tra questi, troviamo la nonna, zia Angustias, zio Juan e sua moglie, Gloria, e la domestica, Antonia. Andrea li descrive come una famiglia divorata dai segreti, dai sospetti e i pregiudizi, tutto ciò da cui lei vorrebbe liberarsi. La pazzia di alcuni personaggi, in particolare Román, vuole rappresentare una denuncia delle ripercussioni della guerra e del regime sugli spagnoli.

Foto e-book libro “Nada” di Carmen Laforet, Redazione

“Nada” descrive una famiglia che lotta per sopravvivere alle conseguenze della guerra civile, che non è quasi mai menzionata, ma è lì, presente sullo sfondo delle vite di ognuno: è nell’ambiente soffocante e decadente della casa di calle (via) Aribau, nelle vite distrutte della famiglia, nella povertà, sofferenza e fame che vivono quotidianamente. Questo potrebbe essere un riferimento dell’autrice al cosiddetto “Pacto del Olvido” (Patto dell’oblio) che vigeva all’epoca, sotto forma di silenzio totale su tutto ciò che riguardava la guerra civile e il Franchismo.

L’unico momento di evasione per Andrea è proprio quello delle lezioni in Università, dove conoscerà molti coetanei, e in particolare Ena, che lascerà in lei un segno profondo. Il fulcro del romanzo è proprio questo, la vita all’esterno, lontana dal nucleo famigliare, dove traspaiono i sentimenti e i tormenti interiori della giovane.

Questo degrado è messo a confronto con i sogni, le aspettative e le speranze dei giovani come Andrea, che credono di poter finalmente ricominciare da capo, nella città, ma si trovano a scontrarsi con la dura realtà, che provoca un vuoto interiore che li accompagna. Ancora oggi, la guerra civile spagnola e il regime franchista sono considerati tra i principali “desastres” (disastri) che il paese abbia mai dovuto affrontare, con ripercussioni profonde.

Un’altra contrapposizione forte è quella tra il personaggio di Andrea, a rappresentanza della nuova generazione, e della zia Angustias, che è il modello femminile tipico del mondo franchista, “vecchia” nell’animo, ancorata alle tradizioni e che impone una serie molto rigida di regole da seguire. Durante la dittatura di Franco, infatti, la società e la legislazione spagnola si fondavano su un codice morale che stabiliva rigorose norme di comportamento sessuale per le donne e limitava le loro opportunità di carriera professionale: erano proibiti il divorzio, la contraccezione e l’aborto, il matrimonio doveva essere religioso, non erano possibili attività economiche di nessuna natura.

Altri temi trattati sono la disuguaglianza sociale, messa in evidenza nel rapporto tra Andrea ed Ena, la disillusione amorosa (e non), il tradimento e la vendetta, i maltrattamenti.


Scheda tecnica

Titolo italianoNada
(Voragine nella traduzione del 1948, poi Nada)
Titolo originaleNada
AutriceCarmen Laforet
Data di pubblicazione1945
EditoreNeri Pozza
GenereStorico, di formazione
Pagine268
Lingua originaleSpagnolo
Prezzo12,50 €

Trama

La guerra civile è appena terminata quando Andrea arriva a Barcellona per iscriversi all’università. Le sue illusioni si scontrano però da subito con una realtà dura e difficile da dominare. Orfana e in condizioni economiche disagiate, la giovane viene ospitata in casa della nonna materna, dove si trova a convivere con alcuni personaggi che sono rimasti profondamente segnati dalla guerra, fino a condurli sull’orlo della pazzia.

La casa di calle Aribau diventa così per Andrea un mondo dentro il mondo, in cui dietro la facciata borghese di perbenismo e armonia si cela un’esistenza fondata su sopraffazione e menzogna, votata a “nada”, al nulla che dà titolo al romanzo. A salvare dal baratro Andrea è Ena, compagna di studi e amica, ricca e bellissima, che le offre l’opportunità di sfuggire a quella tragica realtà.


L’autrice

Carmen Laforet Díaz è stata una scrittrice spagnola. Nata a Barcellona nel 1921, si trasferì con la famiglia alle Canarie. Studiò filosofia e diritto, ma a 21 anni decise di abbandonare entrambe le carriere per dedicarsi alla scrittura. Vinse il Premio Nadal (1944) e il Premio Fastenrath della Real Academia Española (1948), con il suo romanzo d’esordio “Nada”, che figura tra le opere chiave del Realismo esistenziale.

Pubblica poi “La isla y los demonios”, “La mujer nueva”, con cui vinse il Premio Nacional de Literatura nel 1956 ed il Premio Menorca de Novela nel 1955. Seguì “La insolación”, primo volume della trilogia “Tres pasos fuera del tiempo”, e altri racconti.

La sua situazione personale era difficile, sia perché aveva divorziato nel 1970 e non aveva stabilità economica, sia a causa delle circostanze generali: il clima politico e sociale, un certo maschilismo, il grigiore del mondo letterario. Il tutto peggiorato dal momento in cui venne colpita dall’Alzheimer. Carmen Laforet morì nel 2004.

Dalla stessa autrice: La mujer nueva (2005, solo in spagnolo)

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