Se cercate un romanzo che analizzi psicologicamente e in modo esplicito la tematica della violenza sessuale, gli stati d’animo delle vittime e dei loro cari, e altre patologie psicologiche, non potete perdervi “Non tutto si dimentica”. !!!TRIGGER WARNING!!!
“Jenny è scoppiata a piangere. Singhiozzava. Si è messa a gridare «Lo odio! Lo odio! Perché mi ha fatto questo?»
«Perché lui non è niente senza il potere che ti ha tolto. […] Lo senti? Con quanta disperazione voleva toglierti il potere? Quanto era affamato? È lui l’animale, Jenny. Non tu. Lui è senz’anima.»
«Ha preso la mia. Me l’ha rubata. La rivoglio! Capito? La rivoglio!»
Oh, quanto mi ha commosso quel giorno la sua forza.”
Punti forti
- Riflessioni esplicite sulla violenza sessuale e i traumi che ne concerne
- Spiegazioni veritiere di sentimenti e stati d’animo
- Imprevedibile
Punti deboli
- Crudo ed esplicito in alcune descrizioni
Voto

Valutazione
Violenza sessuale e disturbo post traumatico da stress
Un thriller psicologico la cui voce narrante, lo psichiatra Alan Forrester, descrive gli avvenimenti in maniera oggettiva, spesso anche cruda, proprio come farebbe un dottore. È a lui che Jenny Kramer, i suoi genitori e altri protagonisti svelano ogni segreto, anche quelli più oscuri, bugie e verità scomode e taciute che hanno portato alla rottura di diversi rapporti e crisi interiori.
L’autrice non si limita infatti a descrivere il trauma dello stupro subito da Jenny, ma analizza psicologicamente l’inconscio degli altri protagonisti, altri fattori, altre violenze e traumi passati che ripercuotono nelle azioni presenti.
Ciò che è accaduto a Jenny è traumatico. Fin dall’inizio vengono rivelati i dettagli di ciò che fisicamente le ha lasciato la violenza: trovata agonizzante nel bosco, la ragazza viene sedata, medicata e operata per porre rimedio alla lacerazione agli organi interni.
Ciò che preoccupa maggiormente i genitori – Charlotte e Tom – non è tanto il danno fisico, quanto quello mentale e psicologico: per evitare che Jenny sviluppi un disturbo post traumatico, i medici propongono alla famiglia una cura farmacologica sperimentale che permette di cancellare l’avvenimento traumatico della ragazza.
In fin dei conti, il corpo ritorna quello di prima nella maggior parte dei casi. Non è lo stesso per la mente, che continuerà a rivivere quell’evento limitando la vita della vittima. È più psicologica, la cicatrice, che fisica.
La maggior parte delle vittime sviluppa infatti un disturbo post traumatico da stress (DPTS). Questo si manifesta attraverso diversi sintomi, da quelli considerati meno gravi, come il senso d’impotenza, la perdita di fiducia verso il prossimo, una visione negativa di sé, sentimenti di vergogna e di colpa, difficoltà ad avere altri rapporti sessuali, a quelli più gravi, come incubi continui, forti attacchi d’ansia e di paura, abuso di farmaci e droghe, depressione, autolesionismo, istinti suicidi.

Nonostante la terapia farmacologica che Jenny assume per evitare queste conseguenze, la ragazza vivrà un periodo di tormento. Sa che cosa le è accaduto quella notte nel bosco, ma non riesce a ricordare. È come se si trovasse divorata da demoni e fantasmi a cui non riesce a dare nome né spiegazione. L’unica cosa di quella notte che può, letteralmente, toccare con mano, è la cicatrice che il suo aggressore le ha lasciato sulla schiena: un profondo taglio di qualche centimetro, scavato con un legnetto affilato fino a danneggiarle il nervo.
Inizierà ad abusare di farmaci e droghe per evitare i continui attacchi d’ansia, a mangiare sempre meno, come tentativo di riappropriarsi del proprio corpo, quel potere che l’aggressore le aveva strappato per un’ora intera, avrà comportamenti autolesivi. Nelle vittime di violenza sessuale, l’autolesionismo è considerato come il tentativo di calmare forti sensazioni di disperazione e abbandono, o una sorta di punizione per l’abuso di cui si sentono responsabili, in quanto non sono state in grado di fermarlo.
Jenny si sente sola, ma nello stesso tempo cerca di evitare contatti umani per non dover fingere di essere guarita. Arriva quasi al mutismo, come una sorta di anestesia emotiva. Prova angoscia, paura e tormento, ma non sa collegare questi stati d’animo a un volto, a un frammento di ricordo. Questa incertezza, che tramuta in disperazione, la trascinerà sull’orlo del suicidio.
Il suicidio si manifesta nel 30% dei casi nel mese successivo allo stupro, nel 50% dei casi da uno a sedici anni dalla violenza. Questo atto è visto dalle vittime come l’unico modo per far tacere ogni sensazione di dolore, ogni pensiero, ogni flashback.
È a seguito del tentato suicidio che Jenny e la sua famiglia vengono presi in cura dallo psichiatra Alan Forrester. Per quest’ultimo, la terapia farmacologica è stata un errore. Non è stata in grado di cancellare i ricordi del trauma, ma solo di immagazzinarli in un luogo remoto del cervello. È per questo che continuano a tormentare Jenny, nonostante non riesca a ricordare: non tutto si dimentica.
Per le vittime di violenza sessuale, è importante un immediato aiuto psichico per evitare peggioramenti del trauma e la nascita di disturbi psichici. L’obiettivo è quello di ristabilire l’integrità della vittima come persona, elaborando correttamente i ricordi legati allo stupro. Importante è anche il lavoro sulle emozioni per evitare che si identifichi la violenza subita con l’atto sessuale consensuale, provocando così un blocco.
Lo psichiatra seguirà Jenny con l’intento finale di farle recuperare i ricordi perduti, per partire con il processo di accettazione dell’aggressione.
Solo nel 20% dei casi, l’accettazione e la convivenza col trauma, si completa nel giro di due anni, permettendo alla vittima di continuare a vivere dopo un difficile periodo di stand-by. Nell’80% dei casi, gli effetti psichici del DPTS tendono a manifestarsi per molti anni, continuando a tormentare la vittima, come se fosse stata trascinata a forza dentro un buco nero da cui non riesce più a ritrovare uno spiraglio di luce a cui aggrapparsi.
Scheda tecnica
| Titolo italiano | Non tutto si dimentica |
| Titolo originale | All is not Forgotten |
| Autrice | Wendy Walker |
| Data di pubblicazione | 2016 |
| Editore | Nord |
| Genere | Thriller psicologico |
| Pagine | 368 |
| Lingua originale | Inglese |
| Prezzo | 16,90 € |
Trama
Doveva essere una serata di divertimento a casa di amici. Ma per Jenny Kramer quella sera ha rappresentato l’inizio di un incubo. Scappata nel bosco in lacrime dopo una delusione amorosa, la sedicenne è stata brutalmente violentata da un uomo che è poi fuggito senza lasciare tracce.
Per evitare che la ragazza sviluppasse un trauma, è stata sottoposta a una terapia farmacologica sperimentale che le ha cancellato i ricordi di quella notte. Ma la reazione non è stata quella sperata: sebbene Jenny non riuscisse a ricordare, il suo corpo non ha dimenticato la violenza subita, e i demoni alla quale non riesce a dare né nome né spiegazione, la trascinano sull’orlo del suicidio.
L’unica cosa che può salvare la sua anima, è poter far pace con ciò che è avvenuto quella notte, e seguita dal terapeuta Alan Forrester, cercherà di riacquistare i suoi ricordi che la terapia farmacologica le aveva strappato.
L’autrice

Wendy Walker ha studiato al Georgetown University Law Center e alla Brown University ed è tra i più rinomati avvocati specializzati in diritto di famiglia del Connecticut. Ha scritto alcuni racconti e il suo romanzo d’esordio, “Non tutto si dimentica” è stato pubblicato in Italia da Nord (2016).
Dalla stessa autrice: La notte prima (2019)
Simili: La ragazza della pioggia – Gabi Kreslehner (2019)

