Se cercate un romanzo fantasy che tratti della crudeltà della guerra ma anche di temi più “leggeri” come la magia, non perdetevi “La principessa delle ceneri”.
“Nessuno si aspetta più della bellezza e della grazia. La piccola e graziosa Principessa delle Ceneri con i suoi occhi tristi e lo spirito spezzato. Ma forse non è poi così spezzato.”
Punti forti
- Femminista
- Narrazione di crimini di guerra dal punto di vista delle conseguenze psicologiche
- Discorsivo
Punti deboli
X
Voto

Valutazione
Genere e crimini di guerra: la tolleranza dello stupro
Un Paese distrutto, abitato da resti di case fantasma che urlano silenziosamente la vita che c’era un tempo, in periodo di pace. Un popolo che ha dimenticato il significato di libertà, bambini che non hanno mai sperimentato questo concetto. Così si risveglia il Regno di Astrea, dopo l’assedio dei kalovaxiani: sommerso dalla paura e dalla morte. E la principessa Theodosia Eirene Houzzara, figlia della regina Eirene d’Astrea, può solo rimanere a guardare: prigioniera nella corte del kaiser kalovaxiano, deve rinnegare il proprio sangue per poter sopravvivere. Privata di ogni libertà, della propria dimora e perfino del proprio nome, è un’estranea in un posto che non può più chiamare casa.
Queste dinamiche, però, non si leggono solo nei libri: nel mondo, vengono commessi ogni giorno crimini di guerra. Si tratta di violazioni delle leggi e delle consuetudini di guerra che avvengono durante un conflitto solitamente armato. Queste violazioni sono, in poche parole, attacchi contro i civili, compresi i prigionieri di guerra – quali omicidio, tortura, fame e altre forme di maltrattamento –, uso di armi vietate e distruzione innecessaria di beni e di città. Tutti questi crimini sono perseguiti legalmente.
Tra i crimini di guerra più diffusi ma, paradossalmente, più sottovalutati dalla critica sociale, vi sono lo stupro e la violenza sessuale ai danni – soprattutto – di donne e bambine. In questa categoria, rientrano anche le situazioni in cui esse sono obbligate a prostituirsi dalle forze occupanti – come nel caso delle comfort women durante la Seconda guerra mondiale. Nonostante la violenza sessuale a danno delle donne sia effettivamente documentata, le leggi protettrici dei civili in periodo di guerra tendevano a non riconoscerla o a considerarla come un crimine meno significativo. Per questo motivo, sono davvero pochi i procedimenti giudiziari con oggetto gli stupri: ad esempio, nonostante la violenza sessuale fosse riconosciuta come un crimine di guerra dal codice Lieber, dalla convenzione dell’Aia e dalla Carta del tribunale militare internazionale – o Carta di Norimberga –, al termine della Seconda guerra mondiale, durante il processo di Norimberga, non vennero perseguiti legalmente gli autori di questi crimini contro donne e bambine.
Sullo sfondo, anche il libro affronta il problema dello stupro di guerra. Agli occhi dei kalovaxiani – regno basato sul patriarcato, a differenza del regno di Astrea – il bottino viene visto come premio per la vittoria. E le donne, così come avviene nelle guerre che, purtroppo, devastano ancora il nostro mondo reale, diventano oggetti appartenenti a questo bottino. Il Paese conquistato viene, quindi, umiliato attraverso questa guerra psicologica e, nello stesso momento, lo stupro diventa anche un mezzo di pagamento per i soldati che, spesso, non vengono retribuiti regolarmente. Inoltre, è visto come una prova per attestare la propria mascolinità e per ferire quella del Paese conquistato, in quanto la donna viene considerata come proprietà dell’uomo. In uno dei primi riferimenti al diritto bellico – nel De Legibus di Cicerone –, conquistare le proprietà degli uomini nemici era vista come un’azione legittima e, essendo la donna parte dei possedimenti dell’uomo, lo stupro era visto come un crimine contro la proprietà del nemico, non contro la persona – la donna. Perfino gli antichi greci consideravano lo stupro di guerra come un comportamento socialmente accettabile nelle regole di guerra, in quanto la donna veniva vista come un bottino legittimo, utile come moglie, concubina, trofeo del campo di battaglia.
Oggi, lo stupro di guerra è riconosciuto dalle convenzioni di Ginevra come crimine di guerra e crimine contro l’umanità, ma questo non è abbastanza come prevenzione, in quanto rimane un atto diffuso nelle zone di guerra.
Scheda tecnica
| Titolo italiano | La principessa delle ceneri |
| Titolo originale | Ash Princess |
| Autrice | Laura Sebastian |
| Data di pubblicazione | 2018 |
| Editore | Fannucci Editore |
| Genere | Fantasy |
| Pagine | 336 |
| Lingua originale | Inglese |
| Prezzo | 11,92 € |
Trama
Theodosia aveva sei anni quando il suo Paese fu invaso e sua madre, la Regina della Fiamma e della Furia, fu assassinata davanti ai suoi occhi. Dieci anni dopo, Theo ha imparato a sopravvivere sotto l’incessante abuso del Kaiser e della sua corte come la ridicola Ash Princess.
Quando il Kaiser la costringe a realizzare la sua ultima speranza di salvataggio, Theo non può più ignorare i suoi sentimenti e i suoi ricordi. Giura vendetta, gettandosi in un complotto per sedurre e uccidere il figlio guerriero del Kaiser con l’aiuto di un gruppo di ribelli volubili e dotati di poteri magici.
Ma Theo non si aspetta di provare sentimenti per il Prinz… Costretta a fare scelte impossibili e incapace di fidarsi anche di coloro che sono dalla sua parte, Theo dovrà decidere fino a che punto è disposta a spingersi per salvare il suo popolo e quanto di sé stessa è disposta a sacrificare per diventare Regina.
L’autrice
Laura Sebastian è cresciuta nel sud della Florida e ha frequentato il Savannah College of Art and Design. Ora vive e scrive a Londra. Laura è autrice della serie bestseller del New York Times Ash Princess, nonché della serie Castles in Their Bones.
Dalla stessa autrice: Lady Smoke (2019, nostra recensione)
Simili: The Selection – Kiera Cass (2012)


