Libri per la giornata internazionale della donna

I nostri consigli di lettura per la festa della donna.

“Le donne del profeta” di Fatima Mernissi

Copertina “Donne del Profeta” di Fatima Mernissi

Trama

Secondo una tradizione trasmessa da qualche discepolo bugiardo e tendenzioso, Maometto avrebbe pronunciato una sentenza di forte misoginia: “Un popolo che affida i propri destini a una donna, mai potrà essere prospero”. Tale fu la forza della dichiarazione che, attraversati i secoli, è arrivata intatta alla nostra epoca ed è entrata nel linguaggio comune come modo di dire oltraggioso.

“Potrebbe allora una donna guidare uno stato musulmano?”, si chiede Fatima Mernissi. Dall’anno 622 – anno primo dell’Egira, in cui i seguaci di Allah si insediarono a Medina, provenienti dalla Mecca – l’equivoco trafigge tutta la cultura islamica: la posizione della donna all’ombra del Profeta.

Maometto aveva prefigurato una società religiosa e democratica in cui uomini e donne, insieme, avrebbero potuto discutere le leggi, formulare le scelte di un nuovo modo di vivere in comunità. L’obiettivo era uno stato forte e stabile, capace di affermarsi in un’Arabia dilaniata da rivalità e guerre civili.

Eppure, nonostante l’assunto del Profeta, che predicava un’eguaglianza più che formale, la “storia” ha imposto il velo alla donna e, ad un tempo, l’ha emarginata dalla vita decisionale. Un libro per arrivare a scoprire come da un indirizzo remoto in cui uomini e donne, nella Medina del VII secolo, discutevano di politica e insieme andavano alla guerra, si sia potuti arrivare a un così umiliante degrado della presenza femminile.

“Ragazze di città” di Elin Wägner

Copertina “Ragazze di città” di Elin Wägner

Trama

Stoccolma, inizio Novecento. Elisabeth, venticinque anni, si è appena trasferita in città, dove ha accettato un lavoro come impiegata.

Abita in un minuscolo appartamento di Norrtullsgatan, nel quartiere residenziale di Vasastan, a Stoccolma, insieme ad altre tre ragazze, Eva, Baby ed Emmy, tutte segretarie come lei. Non è una vita facile la loro: single e senza una famiglia che le aiuti, devono lavorare duramente per mantenersi, in cambio di un salario che basta a malapena a garantire loro la sopravvivenza e in un ambiente maschilista che le costringe a subire le molestie dei datori di lavoro e dei colleghi maschi.

Eppure quella che si respira nella casa della Banda di Norrtull, come amano definirsi scherzosamente le quattro ragazze, è un’atmosfera allegra, solidale, vibrante di vita e di stimoli. La sera, dopo il lavoro, si incontrano per discutere con umorismo spesso sarcastico di ingiustizie, possibilità di condizioni di lavoro migliori e sogni di un futuro meno duro e soprattutto più equo. Ogni tentativo di porre fine a questa condizione si scontra con il muro di incomprensione di una società che non vede di buon occhio il desiderio delle donne di diventare indipendenti… ma le ragazze della Banda di Norrtull sono decise a resistere nonostante tutto e a non lasciarsi intimidire dalle difficoltà.

“Parole d’altro genere” di AA.VV.

Copertina “Parole d’altro genere” di AA.VV. (a cura di Vera Gheno)

Trama

Per secoli le donne hanno nascosto le proprie parole dietro a pseudonimi o non le hanno pubblicate affatto, affidandole ai posteri. Lo testimonia la presenza delle scrittrici nelle antologie scolastiche di oggi, ridotta, per dirla coi codici cromatici cari alla tradizione, a una sfumatura rosa su un cielo tutto azzurro.

Lo abbiamo considerato naturale, magari anche giusto (non sarà che le donne scrivono peggio degli uomini?), eppure, se guardiamo sotto il pelo dell’acqua, scopriamo che il sommerso, ovvero le parole che le donne non hanno mai smesso di scrivere, ha cambiato il mondo, con la bellezza dirompente della letteratura.

La raccolta che avete tra le mani ci racconta queste parole attraverso le pagine affilate e sublimi delle donne che nella storia hanno fatto sentire la loro voce. Scopriamo così che l’indipendenza delle amazzoni di Christine de Pizan è, già nel XV secolo, così profonda da portarle a bandire gli uomini dalla propria terra; impariamo da Lady Mary Wortley Montagu che l’esplorazione per una donna del Settecento ha significato allargare il proprio orizzonte fino a introdurre pratiche rivoluzionarie come la vaiolizzazione nella medicina occidentale; ci lasciamo sedurre dall’idea assolutamente contemporanea che Virginia Woolf ha del genere come qualcosa di non immutabile, al punto che il suo Orlando si sveglia trasformato in donna senza alcun turbamento.

Per scoprire come le donne hanno contribuito a trasformare il modo in cui pensiamo, e si sono guadagnate sul campo il loro posto tra i classici.