“E poi ci sono io” di Kathleen Glasgow (2017)

Se cercate un romanzo che racconti di tematiche forti, di cadute, ma anche di speranza e rinascita, non perdetevi “E poi ci sono io”. !!!TRIGGER WARNING!!!

“Mi taglio perché non ce la faccio più. Questo è quanto. Il mondo diventa un oceano, l’oceano mi sommerge, il rumore dell’acqua è assordante, l’acqua m’inonda il cuore, il mio panico diventa gigantesco come lo spazio siderale. Ho bisogno di allentare la pressione, ho bisogno di farmi più male di quanto possa farmene il mondo. E poi così, dopo, posso prendermi cura di me.”

Punti forti

  • Vero e crudo
  • Temi importanti, troppo spesso ritenuti tabù
  • Personaggi in cui potersi immedesimare

Punti deboli

  • A tratti, un po’ frammentario

Voto


Valutazione

Adolescenza e autolesionismo

“E poi ci sono io” è un romanzo duro, aspro, crudo, che parla al cuore di chi crede di essere invisibile, di non valere nulla e di non farcela, destinato a scivolare in un baratro sempre più profondo. È una storia che, più di tutto, parla di adolescenza con onestà, evidenziando ciò che i più vogliono a tutti i costi tenere nascosto.

A Charlie, diciassette anni, basta avere a portata di mano un pezzo di vetro. Un coccio di bottiglia, un gesto secco, deciso e rapido, uno, due, dieci tagli sulla pelle. E dentro di lei si fa largo una specie di sollievo: vedere sangue e lacrime mischiarsi insieme, dando sfogo a tutta la negatività e trovando pace – anche se è una “pace” solo temporanea – a tutto quel dolore che cova dentro, semplicemente infliggendosene uno tangibile, forse meno acuto, molto più facile da curare e far guarire. Un gesto che agli occhi di Charlie permette di far fuoriuscire la sofferenza attraverso le ferite, credendo con tutte le forze che questa sia la strada giusta per diventare una persona migliore, meno “rotta”. Diventa un modo per rendere “concrete” le emozioni che non riesce a dominare.

Quello che non sa è che entrerà in un vortice da cui è molto difficile uscire: non a caso, l’autrice racconta una storia fatta di cadute, improvvise speranze, progetti e ripartenze, che ricorda al lettore quanto coraggio serve per ritrovare la strada.

Foto libro “E poi ci sono io” di Kathleen Glasgow, Redazione

La storia di Charlie, purtroppo, accomuna moltissimi giovani. A soffrire di comportamenti autolesivi sono, infatti, 17 adolescenti su 100, numero che sale a 30 su 100 in caso di giovani affetti da disturbi mentali, e anche 5 adulti su 100. Col termine autolesionismo, si fa riferimento a tutti quei comportamenti intenzionalmente orientati al provocarsi danno fisico. Non hanno a che fare necessariamente con il suicidio, ma includono infliggersi dolore in vari modi. Tra i gesti più comuni, rientrano: tagli e bruciature, perforazioni tramite strumenti appuntiti, colpi alla testa o al resto del corpo, assunzione di prodotti chimici tossici e overdose di farmaci, ingestione di grandi quantità di alcol, mancata ingestione di cibo; quest’ultimo gesto si può trasformare anche in disturbi del comportamento alimentare (DCA), come anoressia nervosa o bulimia.

Secondo gli esperti, l’autolesionismo è espressione di un forte stress emotivo, dovuto a condizioni di vita insopportabili o gravi sensi di colpa. Le cause più frequenti sono abuso sessuale, traumi emotivi, problemi sociali come difficoltà di relazione o senso di esclusione, problemi di natura psicologica, come la depressione.

Come spiegato anche da Charlie nel corso della storia, il procurarsi un danno fisico è considerato un modo per sentirsi meglio, ridurre l’angoscia, alleviare eventuali sensi di colpa. Inizialmente, la ragazza si trova in un istituto psichiatrico ed è affetta da mutismo selettivo, dopo aver tentato il suicidio. Tutte le cicatrici sulla sua pelle sono riconducibili alla sensazione di vuoto a seguito della morte del padre e dell’abbandono della madre, che la picchiava, peggiorato ulteriormente dai sentimenti di inadeguatezza e inferiorità che prova rispetto al resto del mondo. Soprattutto dopo essere finita a vivere in strada e aver subito abusi sessuali.

Generalmente, gli autolesionisti recano danno a sé stessi dopo un momento di crisi, al termine della quale la situazione torna alla normalità e l’intenzione di farsi del male scompare gradualmente, alternando così questo “desiderio” a momenti di serenità più o meno lunghi.

Nonostante ciò, è possibile uscirne definitivamente. Dopo un necessario periodo di terapia, ci saranno possibilità di ricaduta, come succede spesso anche alla stessa Charlie nella sua “seconda vita” in Arizona. Questo perché, dopo le dimissioni, il mondo reale segna solo l’inizio di una lunga battaglia con sé stessa: trova un lavoro e tenta di costruirsi una nuova vita, racchiudendo nel disegno le sue ossessioni e paure, ma certi incontri e amori malati la faranno ricadere più volte nell’abisso. Esistono, però, molti modi per superare i momenti critici quando si presentano, senza segnare la propria pelle: parlare con qualcuno, scrivere, distrarsi e rilassarsi, focalizzando la propria attenzione su qualcosa di piacevole.

L’importante, nel percorso di guarigione, è ricordarsi che si può cadere, ma non ci si deve mai arrendere perché “tutto quello che si rompe, comprese le persone, si può aggiustare”: si deve imparare ad accettare chi si è e a convivere con i propri demoni, fino a scacciarli del tutto.


Scheda tecnica

Titolo italianoE poi ci sono io
Titolo originaleGirl in pieces
AutriceKathleen Glasgow
Data di pubblicazione2017
EditoreRizzoli
GenereNarrativa, di formazione
Pagine440
Lingua originaleInglese  
Prezzo12,00 €

Trama

Charlotte Davis ha diciassette anni ed è ricoverata nell’istituto psichiatrico di St. Paul, nel Minnesota. Il suo adorato padre è morto, la sua migliore amica Ellis l’ha lasciata sola e la madre non ha alcun interesse nei suoi confronti. Sopportare il dolore è impossibile e l’autolesionismo sembra l’unica soluzione: quando il vetro appuntito le tocca il braccio, dentro la ragazza si fa largo una specie di sollievo.

Al St. Paul, Charlie incontra tante giovani donne come lei, sole, ognuna intrappolata in un diverso dolore e tormentata da sentimenti ed emozioni che non riesce a gestire. Per questo, c’è chi non vede l’ora di uscire di lì e chi invece vorrebbe restare al riparo fra quelle mura. E quando arriva il momento delle dimissioni, Charlotte non sa proprio dove andare. Proverà allora a ritrovare la speranza nella lontana Arizona, in un viaggio per riscoprire sé stessa, fra nuovi progetti, un lavoro in una tavola calda e incontri inattesi, in una storia di sofferenza e rinascita che insegna a non perdere mai la speranza.


L’autrice

Kathleen Glasgow vive a Tucson, in Arizona. Ha esordito con il libro “E poi ci sono io” (Rizzoli, 2017) ricevendo un immediato consenso di critica e di pubblico. Autrice bestseller del New York Times, i suoi libri sono stati tradotti e pubblicati in più di 30 paesi.

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