Se cercate un thriller paranormale che tratti di un tema molto delicato, non perdetevi “Male dentro”.
“Prendeva forma, sempre più concretamente, la convinzione che c’era qualcosa che non quadrava. Anche se la confezione regalo con cui il tutto era stato impacchettato era pressoché perfetta.”
Punti forti
- Tema delicato e attuale
- Come affrontare una perdita
- Stile asciutto
- Personaggi complessi
Punti deboli
- Molti flussi di coscienza
- A tratti confuso
Voto

Valutazione
Il suicidio e il dolore di chi resta
Collaborazione – Grazie a @joburnette73 per averci inviato la copia digitale.
I pensieri e il nostro inconscio sono qualcosa di complicato e misterioso, inaccessibile persino agli studiosi più esperti e di cui non si comprende mai a pieno il funzionamento. Soprattutto quando la vita ci mette di fronte a certe situazioni, ad azioni dettate da una gelida razionalità, anche se spesso si tende a pensare l’esatto opposto. Ed è un concetto che questo libro rispecchia a pieno, tanto nella storia, quanto nello stile: uno stile asciutto, ma positivamente cupo, labirintico, che ti porta direttamente dentro la coscienza, i pensieri e le emozioni più recondite dei personaggi. Dentro tutta quella spirale di paranormale che si avverte nel romanzo.
Giorgio – per tutti Jo – e Marco sono migliori amici fin da piccoli: hanno condiviso avventure, risate, persino un “legame di sangue” tutto loro. Odiavano separarsi e passavano la maggior parte del tempo l’uno in compagnia dell’altro. Poi è arrivato il liceo e le cose hanno cominciato a cambiare. Crescendo è facile mettere da parte ciò che si è stati fino a qualche anno prima, voler provare l’ebrezza di stare con altre persone, di conoscere ragazze, di fare tutte quelle cose “pazze” di cui l’adolescenza è strapiena. Finché, all’improvviso, un dolore immenso non blocca tutto il tuo mondo, congelando il tempo, facendo crollare ogni tua certezza, lasciando nella tua mente e nel tuo cuore solamente domande senza risposta e pensieri che ti tormentano, senza darti un attimo di pace: è proprio ciò che succede a Jo, a seguito del suicidio del suo migliore amico. Non fa che chiedersi se sia colpa sua, cercando di ricostruire gli eventi di quel maledetto giorno e di capire cosa ha portato Marco a compiere questo gesto estremo. In questo senso, Jo riceverà un “aiuto” sovrannaturale anche da parte dello stesso Marco, ma questo non colmerà del tutto le sue domande, non lo aiuterà a lenire il dolore della perdita.

In Italia, si registrano ogni anno circa 4000 morti per suicidio. Secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili, risalenti al 2016, nel nostro Paese si sono tolte la vita 3780 persone, di cui la stragrande maggioranza – il 78,8% dei morti per suicidio – sono uomini. Ci sono varie ragioni e cause dietro alla decisione di togliersi la vita, ma sembra che quasi tutti i fattori di rischio siano legati all’incertezza e alla perdita di speranza per il futuro. Ed è ciò che, in qualche modo, succede anche a Marco: non vede più motivi per alzarsi dal letto il giorno successivo, visto che ha perso una delle poche cose che amava.
Una scelta dettata dalla disperazione, quella di Marco. Una disperazione che, però, lascerà indietro, quasi come sua eredità, a chi sulla terra gli voleva bene. E Jo è uno di questi. È un “sopravvissuto al suicidio”, come sono chiamati coloro che rimangono a piangere la morte di un proprio caro. Attraverso di lui, viviamo tutte quelle reazioni tipiche di chi deve affrontare una situazione del genere: la tristezza, il dolore e il senso di colpa, il senso di irrealtà, il trauma, il senso di abbandono.
Jo si chiede continuamente perché Marco abbia preso quella decisione, cosa sarebbe successo se fosse andato a scuola invece che al mare, se avrebbe potuto salvarlo da quel gesto. Jo intraprende, quindi, un viaggio nella vita e nel passato del suo amico, alla ricerca di quel perdono di cui ha bisogno per sé stesso.
Il dolore, la disperazione, il pensiero che non ci sia una via d’uscita, così come la sofferenza e il senso di colpa di chi resta non vanno sottovalutati. Sono un male che ci portiamo dentro, fino a esplodere. Ecco perché non bisogna mai vergognarsi di chiedere aiuto. Non siete soli.
Scheda tecnica
| Titolo | Male dentro |
| Autrice | Jo Burnette |
| Data di pubblicazione | 2024 |
| Editore | Independently published |
| Genere | Thriller paranormale |
| Pagine | 254 |
| Lingua originale | Italiano |
| Prezzo | 14,99 € |
Trama
Berlino est, 1979. L’esplosione di una centrale industriale sconvolge la notte silenziosa. Emanazioni tossiche si diffondono per l’aria, investendo un neonato innocente e innescando un’alterazione del suo DNA. Un potere oscuro e incontenibile si risveglierà in lui.
Il patto di sangue stretto con un amico fraterno, anni dopo, intrappolerà quest’ultimo in una spirale di poteri paranormali che lo condurranno a una realtà distorta e paranoide. Mentre il confine tra reale e paranormale sbiadisce sempre più, il protagonista si ritroverà sull’orlo della follia a combattere una lotta impari per la sua stessa sopravvivenza.
L’autore
Jo Burnette è un’autore italiano.
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