“5.8 on rewind” di Anna Marzocchi (2024)

Se cercate un romanzo rosa che tratti delle fragilità che la fama può far scaturire, leggete “5.8 on rewind”.

“Lo so che potrebbe sembrare un regalo senza valore ma queste sono quel tipo di stronzate che mi fanno sentire normale.”

Punti forti

  • Esplorazione del mondo della musica coreana
  • Tema attuale dello sfruttamento degli artisti da parte dell’industria musicale
  • Lato oscuro della fama
  • Amori e amicizie a distanza

Punti deboli

  • Capitoli frammentati
  • Narrazione un po’ troppo veloce

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I lati oscuri della fama

Collaborazione – Grazie a @nerdyredheadcorner per averci inviato la copia digitale.

Spesso sui social ci troviamo di fronte immagini di cantanti sorridenti, felici, e talvolta proviamo un filo di invidia. Vorremmo vivere noi quello stesso loro sogno. Ma una volta dentro il mondo della musica, non tutto è rose e fiori. E Jung e gli altri componenti della sua band lo sanno bene. Ogni giorno, vivono con la consapevolezza che la vita stia sfuggendo loro di mano, sempre costretti a scendere a compromessi con l’industria della musica, mettendo in secondo piano le loro necessità e il loro benessere fisico e psicologico. Tanto che anche prendere un paio di settimane di vacanza, dopo lunghi periodi di lavoro e stress, risulta complicato.

Solo dopo un iniziale diniego, Jung riesce a ottenere la sua meritata vacanza e si reca a Venezia, dove non desidera altro che tornare ad essere un semplice, normale e anonimo ragazzo, non più una stella della musica pop coreana.

Molto spesso le agenzie d’intrattenimento impongono orari rigidi e disumani ai cantanti, che devono sottostare a tali direttive. Queste restrizioni di libertà causano problemi di salute, anche gravi, sia dal punto di vista fisico che mentale. Prendersi piccole pause, curarsi e ammettere di non stare bene sembrano esigenze così banali che non ci si immaginerebbe mai di dover nascondere per paura di una reazione aggressiva e giudizi negativi dei fan. Fan che troppo spesso si dimenticano di “avere a che fare” con persone umane.

Nel 2020, dopo la fine del tour mondiale “Born Pink” delle Blackpink, Jennie si è ammalata – come dichiarò lei stessa in una intervista a Rolling Stone – sia mentalmente che fisicamente. “Per tre anni dopo il debutto, abbiamo lavorato senza sosta senza riposarci – confida la cantante – Eravamo giovani, poco più che ventenni. I nostri sistemi di sonno si stavano guastando, non stavamo mangiando correttamente e non ci stavamo idratando”.

Foto e-book “5.8 on rewind” di Anna Marzocchi, Redazione

Spesso alla band di Jung non è concesso nemmeno un momento di riposo dopo ore di prove di canto e coreografie. Non a caso, tra le principali problematiche denunciate in quest’ambiente, risultano le diete restrittive e le estenuanti sessioni di allenamento e di ballo per imparare e perfezionare le coreografie. Tanto che un infortunio alla caviglia deve passare in secondo piano rispetto alla carriera: episodio accaduto ancora una volta a Jennie delle Blackpink, durante una performance.

Cosa ancora più assurda, spesso le agenzie, per contratto, vietano le relazioni personali, imponendo un controllo costante sulla vita degli artisti. Questo perché, in Corea del Sud, i cantanti sono costretti a dedicare il loro tempo e le loro attenzioni esclusivamente alla carriera e soprattutto ai loro fan. Questi ultimi percepiscono le relazioni amorose dei cantanti come un tradimento, pensiero accentuato ancor di più dal fatto che le celebrità vengono presentate come vicine e accessibili.

Infrangere queste assurde regole può portare anche a conseguenze inimmaginabili per noi occidentali. A febbraio di quest’anno, sui giornali sudcoreani, ha cominciato a circolare la notizia che Karina, cantante del gruppo k-pop Aespa, stava uscendo con l’attore Lee Jae-wook. In risposta, alcuni fan hanno perfino affittato un van, dotato di schermo sul fianco: qui, comparivano messaggi come “L’amore che ti diamo noi fan non è sufficiente, Karina?”, “Perché hai deciso di tradirci?”, “Per favore scusati, altrimenti vedrai un calo delle vendite e posti vuoti ai tuoi concerti”.

E pensare che nel corso degli anni la situazione è migliorata: negli anni Novanta, alcuni fan arrivarono ad inviare minacce di morte e scatole con all’interno coltelli a Kan Mi-youn, cantante del gruppo Baby V.O.X, a seguito della notizia della sua relazione con il cantante Moon Hee-joon.

Come nel resto del mondo, tutte queste pressioni sono ancora più forti quando si tratta di artiste donne. Secondo James Turnbull, giornalista che si occupa di questioni di genere in Corea del Sud, si preferisce che le cantanti “adottino un personaggio dall’aria innocente e verginale. È molto raro che vengano presentate come donne adulte con esperienza, libertà e desideri sessuali propri. Sono oggetti passivi pensati per uno sguardo maschile”.

Dietro questo mondo oscuro, negli ultimi anni, si sta aprendo un barlume di speranza e umanità. Diversi fan hanno, infatti cominciato a reclamare per i loro artisti preferiti maggior privacy e libertà di vivere la propria vita. Sotto il messaggio di scuse di Karina, oltre a commenti negativi e sprezzanti, si leggono anche messaggi di supporto e di sdegno nei confronti del mondo della musica coreana. Perché “nessun idol dovrebbe scusarsi per la propria relazione nel 2024”.


Scheda tecnica

Titolo5.8 on rewind
AutriceAnna Marzocchi
Data di pubblicazione2024
EditoreIndependently published
GenereRosa
Pagine230
Lingua originaleItaliano
Prezzo16,35 €

Trama

A Venezia, Jung cerca una pausa dalla sua vita di idol, immerso tra i maestosi palazzi della città lagunare. Desidera tornare ad essere anonimo, un ragazzo comune, lontano dallo scintillio dell’industria musicale coreana.

L’incontro con Zita ridefinisce le sue abitudini, le priorità e cambia la sua prospettiva sulle relazioni. Tra chiamate notturne, lettere e messaggi, scopriranno che né fusi orari né distanze geografiche riusciranno a separare i loro destini, un intreccio che sfida il tempo e lo spazio.


L’autrice

Anna Marzocchi è un’autrice italiana.

Della stessa autrice: X

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