Tre libri per scoprire la magica città di Siviglia.

- “La regina scalza” di Ildefonso Falcones
- “Le lampade di Siviglia” di Abd al-Salam al-‘Ugiayli
- “L’uomo di Siviglia” di Robert Wilson
“La regina scalza” di Ildefonso Falcones

Trama
Siviglia, gennaio 1748. Una giovane donna con la pelle nera come l’ebano cammina lungo le strade della città andalusa. Il suo nome è Caridad; si è lasciata alle spalle un passato di schiavitù nella lontana colonia di Cuba, ma il paese sconosciuto in cui si ritrova inaspettatamente libera le appare persino più spaventoso delle catene. Accolta nel borgo di Triana, Caridad conosce Milagros, la bella nipote di Melchor e tra le due donne nasce un’amicizia profonda.

Ma una tempesta devastante sta per abbattersi su di loro: nel luglio 1749 i gitani vengono deportati in massa e condannati ai lavori forzati e alla reclusione, in quella che passerà alla storia come la grande retata. La vita di Milagros, sfuggita alla cattura, imbocca una drammatica svolta, e poco dopo un’altra, più intima tragedia la obbliga a separarsi da Caridad. Le loro strade si allontanano, ma il destino porterà entrambe a Madrid, cuore pulsante di una Spagna in cui soffia il vento del cambiamento.
“Le lampade di Siviglia” di Abd al-Salam al-‘Ugiayli

Trama
In un casinò di Siviglia, un arabo dell’oriente incontra un arabo dell’occidente, che fa rivivere all’interlocutore siriano le gioie dell’Andalusia, mitico e perduto paradiso degli arabi.

“L’uomo di Siviglia” di Robert Wilson

Trama
Ossessioni. Ricordi rimossi, un’angoscia crescente, poi, all’improvviso, una scintilla che scatena un terrore sepolto in un angolo oscuro dell’anima. Raúl Jiménez, personaggio ambiguo legato al mondo di Siviglia, ma anche alle atrocità della Guerra civile, muore all’inizio della Semana Santa, il momento dell’anno più denso di religiosità e passione.

E l’ispettore capo Javier Falcón capisce ben presto di trovarsi di fronte a un crimine rituale, quasi iniziatico.


