Se cercate un libro fantasy ambientato nella mitologia norrena, “Magnus Chase e gli dei di Asgard – La spada del guerriero” fa per voi.
“Il coraggio non dev’essere pianificato, deve trattarsi di un’autentica risposta eroica a una situazione d’emergenza. Deve venire dal cuore, senza pensare a ricompense.”
Punti forti
- Divertente
- Personaggi approfonditi
Punti deboli
- Troppo lento
- Descrizioni troppo lunghe
Voto

Valutazione
Stereotipi sulla cultura nordica all’interno dei fantasy
Ogni volta che sfogliamo le pagine di un libro, ci tuffiamo dentro diverse culture, diverse credenze.
Nella maggior parte delle volte, i personaggi sono la personificazione di qualcosa, di qualcuno, ma perfino di un’epoca storica o di un Paese, una città. Luoghi inventati sono copie sorelle di luoghi reali che sposano al meglio i caratteri e il genere del racconto.
Nei fantasy, ad esempio, sono tanti i riferimenti alla cultura e alla mitologia nordica. Questi spesso sfociano in stereotipi e pregiudizi. I diversi riferimenti che leggiamo nei libri, nascono a seguito di una rappresentazione del Nord spesso caricata, distorta e quasi esotica, ma anche come conseguenza di un’autorappresentazione ad hoc degli stessi Paesi scandinavi.
In questo libro, l’autore ha ripreso alcuni tratti della mitologia norrena e li ha stereotipati per costruire il filone della storia. Sono tanti i personaggi che richiamano la mitologia ma ne mostrano solo la parte – per l’appunto – stereotipata e distorta. Tra questi, le Norne. Per leggere la profezia di Magnus, emergono dall’acqua tre vecchie donne avvolte in vesti bianche: si tratta, infatti, delle creature che controllano i destini mortali. Alte più di 2 metri e mezzo, incappucciate, tanto che il volto bianco e inquietante – compresi gli occhi – rimane coperto. Quando camminano, le Norne si lasciano dietro una scia di nebbia e la loro voce è soave e disincarnata, tanto da risuonare nella testa delle persone. Come per le altre figure di questo tipo presenti nel romanzo, Riordan sottolinea quanto siano inquietanti, prendendo quasi a riferimento la figura dei Dissennatori in “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”. Nell’Edda poetica, non sono descritte come tre vecchie donne inquietanti, bensì come una giovane fanciulla, una donna più adulta e una più matura. Questo è uno stereotipo che accomuna anche la mitologia romana, con le Parche – che si ritrovano in “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”, sempre di Rick Riordan – e quella greca, con le Moire.

Ma non è solo la mitologia ad essere alterata, in questo romanzo: perfino la concezione geografica dei Paesi scandinavi è ridotta, in quanto si considera Scandinavia solamente la parte continentale, ovvero la Danimarca, la Norvegia e la Svezia. Le lingue “ufficiali” parlate nel Valhalla sono solamente le lingue di questi tre Paesi.
La fisionomia dei personaggi scandinavi è perennemente l’emblema dello stereotipo nordico. Perfino quando si tratta di un personaggio moderno, protagonista di una storia ambientata ai giorni nostri, questo ha quasi per certo la solita rappresentazione del “vichingo”: il classico omaccione alto, biondo, con la barba spesso non curata e un’importante corporatura. La “tipica” donna scandinava è robusta, burbera e per niente dolce o gentile. Questa stessa idea di forza viene applicata dalla società occidentale anche all’elmo vichingo: infatti, vengono erroneamente aggiunte anche le corna, anche se in realtà non ne sono muniti e l’elmo è fatto semplicemente dalla cupola.
A volte fa arrabbiare, quando leggiamo di qualcosa che sappiamo non essere riportato come è davvero. “Ma guarda a te – ci si ripete scuotendo la testa in segno di disapprovazione – questa non è la descrizione della spada dell’estate, ma del Mjöllnir”. Ci viene la voglia improvvisa di urlare al mondo come stanno davvero le cose e informare le persone senza diffondere stereotipi o visioni distorte. Eppure, molte culture, molti Paesi, vivono soprattutto grazie a questi.
Scheda tecnica
| Titolo italiano | Magnus Chase e gli dei di Asgard – La spada del guerriero |
| Titolo originale | Magnus Chase and the Gods of Asgard – The Sword of Summer |
| Autrice | Rick Riordan |
| Data di pubblicazione | 2015 |
| Editore | Mondadori |
| Genere | Fantasy, mitologico |
| Pagine | 514 |
| Lingua originale | Inglese |
| Prezzo | 13,00 € |
Trama
Secondo la mitologia nordica, quando un uomo muore valorosamente con le spada in mano diventa uno degli immortali guerrieri di Odino, il re degli dei. Magnus Chase, sedici anni e una vita di espedienti, non avrebbe mai immaginato di morire brandendo un’arma millenaria contro un gigante deciso a carbonizzare il Ponte di Boston e migliaia di innocenti.
L’ascesa al Valhalla, l’Olimpo nordico, è solo l’inizio per il giovane eroe. Tra bellicose valchirie, nerboruti guerrieri e sontuosi banchetti, Magnus sta per scoprire la sconvolgente verità: suo padre è il divino Freyr e il suo compito è ritrovare la Spada dell’Estate, scongiurando così il Ragnarok, il Giorno del Giudizio, in cui i Nove Mondi saranno distrutti e gli dei si scontreranno in battaglia con i giganti.
La vita di Magnus è appena finita. Eppure è appena cominciata.
L’autore
Nato nel 1964 in Texas, Rick Riordan, dopo aver insegnato inglese e storia, si dedica a tempo pieno alla scrittura. Diventa noto con la saga “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo” (“Il Ladro di Fulmini”, “Il Mare dei Mostri”, “La Maledizione del Titano”, “La Battaglia del Labirinto”, “Lo scontro finale” e “Il Calice degli Dei”.).
“Magnus Chase e gli dei di Asgard” fa parte di una trilogia che comprende: “La spada del guerriero”, “Il martello di Thor”, “La nave degli scomparsi”, oltre a “Le storie segrete”.
Dallo stesso autore: Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo (2005 – 2009, 2023)
Simili: Miti del Nord – Neil Gaiman (2019)


