Se cercate una storia onesta sulla condizione femminile sotto il patriarcato del mondo arabo, ma in cui quattro donne forti non si lasciano derubare dei propri sogni, non perdetevi “Ragazze di Riad”.
“A tutti quelli che sono stanchi delle storie d’amore stile ‘Io Tarzan, tu Jane’ e che non vedono più il mondo bianco o nero.”
Punti forti
- Lotta per i propri sogni e desideri
- Donne forti
- Ricerca dell’Amore
Punti deboli
- Stile un po’ ridondante
Voto

Valutazione
La ricerca dell’Amore in una società patriarcale
“Ragazze di Riad” è un romanzo onesto sulla condizione femminile in una società come quella saudita e per questo ha subito forti censure in patria. Ma è anche, e soprattutto, un racconto sulla ricerca dell’amore a tutti i costi.
Ci troviamo in una società in cui i diritti delle donne e la parità di genere sono sogni ancora lontani. In Arabia Saudita, vige un regime restrittivo, forse il più rigido al mondo, per quanto riguarda diritti e libertà politiche, sociali, economiche e civili delle donne. Questo, però, non va ricondotto solamente a un’interpretazione particolarmente radicale dell’Islam, ma è il frutto di un vasto insieme di elementi, di cui la religione è solo uno degli aspetti.
Infatti, la condizione di diseguaglianza a cui è soggetta la donna in Arabia Saudita costituisce un’eccezionalità peculiare ed esclusiva del tessuto religioso, culturale, sociale e politico del Paese. Fin dai suoi albori, la monarchia si regge sull’alleanza tra la componente politica e quella religiosa. La dinastia degli Al-Saud, originaria della regione del Najd (nel centro dell’Arabia Saudita, dove si trova la capitale Riyadh), rappresenta l’elemento politico, mentre l’establishment Wahhabita costituisce quello religioso: con Wahhabismo, si intende una diramazione della scuola giuridica islamica sunnita, che si basa sull’applicazione letterale della shari’a (in arabo الشَّريعة, la legge sacra dell’Islam imposta da Dio) e sull’identificare il Corano e la Sunna del Profeta come gli unici testi capaci di regolare legittimamente la vita degli individui e della società.

Basti pensare al Libano per capire come la condizione della donna nei paesi islamici non sia più quella descritta da molti: qui, sono nate moltissime organizzazioni femministe che, negli anni, hanno conquistato vari diritti, tra cui il diritto di voto, d’istruzione e il divorzio. Tuttavia, sono ancora tanti gli ambiti in cui la donna resta relegata su un piano inferiore rispetto all’uomo: la cittadinanza può derivare solo dal padre, la legge non considera violenza quella sulla propria moglie, la custodia dei figli spetta esclusivamente al padre e l’età minima per il matrimonio è fissata tra i 9 e i 15 anni a seconda delle comunità. Ci sono poi varie resistenze culturali, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione politica: non a caso, prima del 2004 nessuna donna aveva una posizione al governo.
Per questo, risulta ancora più lampante il paragone con la famosa serie tv statunitense “Gossip girl”, trasmessa dal 2007 al 2012: qui, una misteriosa blogger anonima rivela quotidianamente i più intimi segreti e gli scandali dei protagonisti, che formano parte dell’élite di Manhattan. Ragazzi ricchi, viziati, abituati a fare ciò che vogliono senza preoccuparsi delle conseguenze: abusano di alcol, droga, cambiano partner quotidianamente, vivono storie d’amore libertine, saltano la scuola e il college per lunghi periodi, viaggiando e partecipando a feste di ogni genere, e nessuno dice nulla. Emblema di quest’adolescenza è Serena Van Der Woodsen, ragazza indecisa, viziata, molto libertina, che vive l’avventura e scappa ogni volta che ha un problema, senza mai riuscire a concretizzare i suoi piani. E poi c’è Blair Waldord, ossessionata dall’apparenza e che vuole sempre essere la migliore in tutto: compreso avere il ragazzo perfetto, far parte di una coppia da copertina. I ragazzi non sono da meno, in particolare Chuck Bass: tra i personaggi più iconici della serie, rappresenta un ragazzo dissoluto e senza scrupoli, che pensa di avere il mondo ai suoi piedi per la sua immensa ricchezza. Grazie ai soldi, pensa che gli sia tutto dovuto e come tale si comporta. Anche i genitori sembrano fregarsene di tutto, prendendo certe volte decisioni ancora peggiori rispetto ai figli.
Due mondi accomunati dall’espediente narrativo che è stato scelto di adottare, quello di una blogger/scrittrice anonima che rivela i segreti dei protagonisti. Ma due mondi che non potrebbero essere più lontani: uno in cui la donna subisce il controllo dell’uomo e rischia di dover rinunciare ai propri sogni e all’amore vero, accontentandosi del marito che la famiglia ha scelto per lei; l’altro in cui le ragazze sono le vere regine della storia, che non si fanno mettere i piedi in testa da nessuno e, anzi, molto spesso sono loro stesse a raggirare i ragazzi a loro piacimento.
Scheda tecnica
| Titolo italiano | Ragazze di Riad |
| Titolo originale | بنات الرياض – Banat al-Riyadh N.B.: traslitterazione scientifica – Banāt ar-Riyād |
| Autrice | Rajaa al-Sanea |
| Data di pubblicazione | 2005 |
| Editore | Mondadori |
| Genere | Narrativa, Romance, Drammatico |
| Pagine | 331 |
| Lingua originale | Arabo |
| Prezzo | 17,10 € |
Trama
Quattro giovani studentesse universitarie, di famiglie ricche e privilegiate, alla ricerca del vero amore a Riad, capitale dell’Arabia Saudita: qui, la società impone loro un numero infinito di regole e comportamenti, dettati dalla famiglia o dalla comunità, mai dai loro desideri.
Attraverso i resoconti su Internet di un’anonima narratrice, prendono forma le storie di Qamra, in lotta contro le tradizioni familiari e la propria debolezza; di Michelle, per metà araba e per metà americana, incapace di sopportare le restrizioni della società saudita; di Sadim, ferita da un amore che la condizionerà; e di Lamis, determinata a conquistare sia l’uomo di cui si è innamorata sia la libertà in un altro paese. Ragazze con desideri e caratteri diversi, che riescono a creare una loro piccola comunità alla ricerca dell’indipendenza.
L’autrice

Rajaa al-Sanea è una scrittrice saudita diventata famosa grazie al suo romanzo “Ragazze di Riad”. Il libro è stato pubblicato per la prima volta in Libano nel 2005 e in inglese nel 2007 ed è stato inserito nel Dublin Literary Award nel 2009.
Al-Sanea è cresciuta a Riad, in Arabia Saudita, figlia di una famiglia di medici. Attualmente vive a Chicago, dove si è laureata in odontoiatria presso la King Saud University nel 2005. Il suo romanzo e il suo stile di vita hanno causato polemiche soprattutto tra le sezioni conservatrici della società saudita, ma le persone più liberali la considerano un modello.
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