Se cercate un romanzo di fantascienza che vi faccia riflettere sul mondo in cui viviamo oggi sotto vari punti di vista, non perdetevi “Dottor Futuro”.
“Non voglio privarti della facoltà di decidere da solo. Se te lo dicessi, sembrerebbe una cosa predestinata, indipendente dalla tua volontà. Ma naturalmente, saresti sempre tu a decidere…”
Punti forti
- Discorsivo
- Fa riflettere
- Tiene incollati alle pagine
- Tema del razzismo, della situazione della donna, della diversità, della rivoluzione, della morte e della vita
- Imprevedibile
Punti deboli
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Quando la morte è più importante della vita
Siamo abituati a vivere in un Paese in cui si è – apparentemente – liberi di amarsi e di decidere se avere figli o meno. Un Paese in cui si fa di tutto per curare chi è malato e salvare vite. Ma cosa succederebbe se la nostra società fosse basata sulla morte, se la nostra esistenza fosse controllata numericamente dallo Stato?
È proprio ciò che succede nella San Francisco del futuro, dove il dottor Parsons finisce a seguito di un incidente stradale. Qui, si ritrova in un mondo a lui sconosciuto, con principi completamente diversi rispetto a quelli a cui è abituato, e a cui fatica ad adattarsi. Entra a contatto con una civiltà che aveva la pretesa di essere libera, anche se poi non si dimostra affatto così. Lo Stato si intromette nella vita dei cittadini in vari modi, uno più intrusivo dell’altro: si arriva perfino a controllare le nascite e decidere chi è degno di vivere e chi si merita la morte.
In questa società, gli uomini vengono sterilizzati e il loro seme viene utilizzato dallo Stato per far nascere un bambino subito dopo la morte di una persona: questo con l’obiettivo di mantenere sempre stabile il numero di abitanti. Quest’idea, però, non si discosta troppo dal modo in cui viviamo oggi e dal controllo a cui siamo sottoposti. In Italia, ma anche in altri Paesi del mondo, non si è del tutto liberi di decidere di non avere figli. Infatti, il diritto all’aborto sembra quasi non essere una possibilità: né quando le donne restano incinte accidentalmente, né quando si rendono conto di non essere sufficientemente stabili dal punto di vista economico e medico. E, peggio ancora, nemmeno in caso di violenza sessuale.
Inoltre, molte campagne politiche si fondano proprio sulla visione della famiglia “tradizionale”: mamma, papà e figli. Senza contemplare altre possibilità e imponendo alle persone quest’ideale. Perfino la sterilità, l’amenorrea primaria e l’amenorrea secondaria sono viste come una “colpa” della persona, qualcosa che la rende indegna e la etichetta come una “macchina fredda”. E ai problemi di salute collegati a questo nessuno pensa, come se l’unica cosa che conta fosse l’impossibilità di avere figli.
In Italia, oggigiorno, 2 ginecologi su 3 e 1 anestesista su 2 esercitano il diritto all’obiezione di coscienza all’esecuzione dell’interruzione di gravidanza, arrivando ad una percentuale addirittura superiore all’80% in alcune regioni. Questi dati che limitano la libertà della donna contribuiscono a far sì che il tasso relativo alle interruzioni volontarie di gravidanza sia uno tra i più bassi al mondo.
Ma gli ostacoli non finiscono qui: tra le giovani donne, vige molta disinformazione sia in tema di educazione sessuale che di metodi anticoncezionali. Questa politica, la richiesta di una ricetta e il costo elevato della pillola pare un modo per scoraggiare le ragazze a contrastare una gravidanza. Così come per la gravidanza, anche i farmacisti possono esercitare il diritto all’obiezione di coscienza a vendere la pillola del giorno dopo, obbligando le ragazze ad andare incontro ad una gravidanza indesiderata.

In questa San Francisco del futuro, inoltre, le persone ferite o in pericolo di vita non vengono aiutate e salvate: ogni abitante non ha un proprio dottore, ma un eutanasista. Questo perché se sei considerato danneggiato, non sei utile alla società perché non sei in grado di creare una discendenza sana. Hai una malattia grave? Devi morire. Hai un taglietto? Devi morire. E chiunque ti aiuti a curarti viene arrestato.
In Italia, oggi, avviene il contrario: anche se sei in punto di morte, sei “costretto” a vivere, tra sofferenze indicibili. L’alternativa è spostarsi all’estero per poter ricorrere all’eutanasia, che nel nostro Paese costituisce reato. E il rischio, in questo caso, è di andarsene in un Paese straniero, senza avere con sé i propri cari. Senza contare, poi, i costi per riportare il corpo in Italia.
Nell’ultimo ventennio, molti Stati hanno legalizzato l’eutanasia: tra questi, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Germania, Spagna. In Europa, continua a crescere il numero delle persone che vi ricorrono e, anche in Italia, il 93% della popolazione sarebbe a favore. Non a caso, molte associazioni si stanno battendo per riconoscere la piena libertà di autodeterminazione alla persona malata e contrastare il fenomeno dell’eutanasia clandestina. Nel nostro Paese, è possibile richiedere il suicidio assistito, ma l’iter è spesso lungo e complesso.
Questo romanzo è definito di fantascienza. Ma in realtà tanto fantascienza non è: nella nostra società, viviamo questi esatti principi di controllo, anche se all’opposto. Ci sorprende il fatto che i personaggi del libro credano di costruire una società libera, ma liberi non sono, quando questa è anche la nostra realtà: in termini diversi, pensiamo di essere una società libera, ma non lo siamo.
Scheda tecnica
| Titolo | Dottor Futuro |
| Titolo originale | Dr. Futurity |
| Autore | Philip K. Dick |
| Data di pubblicazione | 1960 |
| Editore | Fanucci |
| Genere | Fantascienza, Distopici |
| Pagine | 183 |
| Lingua originale | Inglese |
| Prezzo | 12,50 € |
Trama
Jim Parsons è un medico di talento, abile nelle più avanzate tecniche mediche e occupato a salvare vite umane. Ma un incidente stradale lo proietta improvvisamente a centinaia di anni di distanza, nella San Francisco del futuro, dove Parsons scopre con orrore una civiltà incredibilmente avanzata dal punto di vista genetico, ma guidata da discutibili valori etici e in preda a lotte intestine tra fazioni rivali; una società che abbraccia il culto della morte e si fonda sulla distruzione e sulla violenza.
Si trova quindi intrappolato tra il suo istinto, che lo spingerebbe a guarire le persone, e il conflitto con una realtà in cui è illegale impegnarsi per salvare vite umane. Ma Parsons non è l’unico a credere che la vita abbia un valore da preservare; e coloro che condividono le sue convinzioni stanno mettendo a punto dei piani per sfruttare le sue competenze mediche e salvare così un’idea di futuro.
L’autore

Philip K. Dick, all’anagrafe Philip Kindred Dick è stato uno scrittore statunitense. In vita noto perlopiù nell’ambito della fantascienza, la sua fama crebbe notevolmente presso la critica e il grande pubblico dopo la sua morte, venendo rivalutato come importante autore postmoderno, precursore della corrente artistico-letteraria dell’Avantpop.
Dello stesso autore: La penultima verità (nostra recensione, 1964)
Simili: 1984 – George Orwell (1949)


