Calendario dell’avvento, 21 dicembre – Se cercate un insieme di novelle sulla Vigilia di Natale in Italia, “Il dono di Natale” fa al caso vostro.
“Il piccolo paese era coperto di neve; le casette nere, addossate al monte, parevano disegnate su di un cartone bianco […]. Tutto era silenzio: gli abitanti sembravano sepolti sotto la neve.”
Punti forti
- Storia breve
- Importanza delle tradizioni
- La bellezza dell’attesa
Punti deboli
- Potrebbe essere considerata per bambini
Voto

Valutazione
L’attesa delle cose belle
A Natale cosa c’è di meglio se non l’amore, la famiglia, la casa addobbata, il buon cibo, le tradizioni e… l’attesa e la curiosità di scoprire i propri regali? La novella ci porta nelle case di due bambini la sera della vigilia di Natale: Felle e Lia, cresciuti insieme, vivono con tutta l’emozione della loro giovane età l’attesa di un dono misterioso, la gioia di una festa di fidanzamento, la messa e la cena di Natale con i dolcetti a forma di cuore tradizionali, il focolare domestico. Sì, perché in questo piccolo paesino sardo, che sembra quasi un presepe vivente, le usanze restano più vive che mai.

La famiglia di Felle ha da poco perso il padre ed è in attesa di conoscere il fidanzato della figlia durante la cena di Natale. La famiglia di Lia vive la festa in modo più intimo e privato, nell’attesa di un misterioso dono. Regalo che attende anche l’altro bambino da parte del promesso sposo della sorella, secondo la tradizione. Tutto questo è capace di riportare indietro ad atmosfere familiari che, nella frenesia quotidiana, le persone sembrano aver dimenticato.
Dopo la messa a cui prende parte tutto il villaggio, in un momento di festeggiamento condiviso, i bambini scopriranno quali sono questi tanto attesi regali. Anche se la vera gioia è l’attesa, che scalda i cuori. Tutt’ora è così: in fondo, basta pensare ai bambini che vanno a letto perché così può arrivare Babbo Natale e può essere presto mattina. E anche i grandi, spesso, amano di più il momento che precede la festa vera e propria.
Scheda tecnica
| Titolo | Il dono di Natale |
| Autrice | Grazia Deledda |
| Data di pubblicazione | 1956 |
| 11 | Garzanti |
| Genere | Drammatico |
| Pagine | 60 |
| Lingua originale | Italiano |
| Prezzo | 3,50 € |
Trama
I villaggi sepolti sotto la neve assomigliano a piccoli presepi. Gli alberi imbiancati paiono mandorli in fiore. Le case profumano del porchetto arrostito sugli spiedi e dei dolci al miele cotti nel forno. La notte della Vigilia è per tutti una notte speciale e l’attesa scalda i cuori: c’è chi aspetta un regalo importante e misterioso come i piccoli Felle e Lia, chi ripensa alle veglie in solitudine sui monti a custodire le greggi nell’ovile lontano dagli affetti famigliari, chi ha fatto fortuna sul continente e torna nell’isola per le feste alla ricerca di un vecchio amore.
La terra aspra e primitiva di Sardegna, nucleo ispiratore di tutta l’opera di Grazia Deledda, è il cuore di queste novelle scritte fra il 1905 e il 1930, che rievocano la festa più amata dell’anno e ci immergono nell’atmosfera fiabesca di un mondo arcaico ricco di poesia e umanità.
L’autrice
Maria Grazia Cosima Deledda è nata a Nuoro, penultima di sei figli, in una famiglia benestante. E’ stata la seconda donna a vincere il Premio Nobel per la letteratura, nel 1926. Morirà a Roma, all’età di 64 anni, il 15 agosto 1936.
Della stessa autrice: Canne al vento (1913)
Simili: Il Natale del 1833 – Mario Pomilio (1983)


