Libri simili a “Uomini sotto il sole”

Altri tre libri arabi se vi è piaciuto “Uomini sotto il sole”, storia di sofferenza e fuga in cerca di un destino e un futuro migliori.

“La stagione della migrazione a Nord” di Tayeb Salih

“Laggiù è come qui, né migliore né peggiore. Ma io sono di qui, così come la palma da datteri che sta nel cortile di casa nostra è cresciuta in casa nostra e non in quella di un altro”.

Copertina “La stagione della migrazione a Nord” di Tayeb Salih

Se cercate: la storia di un’emigrazione moderna, frutto dello scontro – e della contaminazione – tra mondo arabo e cristiano, Nord e Sud del Mediterraneo.

Trama

Si tratta di un’avventura spirituale, una diaspora, un ritorno e un definitivo spaesamento. Il protagonista è un intellettuale arabo libertino: adottato al Cairo da una famiglia inglese, ha studiato a Oxford e ha avuto una brillante carriera in Gran Bretagna. Il suo viaggio lo porterà a dover scegliere tra il suo essere occidentale e il suo essere arabo, in quella che si prefigura come una catastrofe personale, diviso tra speranza e tradizione, tra valori della cultura e miserie materiali del suo popolo.

“Ogni mattina a Jenin” di Susan Abulhawa

“Noi veniamo dalla terra, le diamo il nostro amore e il nostro lavoro, e lei in cambio ci nutre. Quando moriamo, torniamo alla terra. In un certo senso, ci possiede. La Palestina ci possiede e noi le apparteniamo”.

Copertina “Ogni mattina a Jenin” di Susan Abulhawa

Se cercate: una storia in cui l’autrice non cerca i colpevoli tra gli israeliani, ma vuole raccontare la storia di tante vittime capaci di andare avanti solo grazie all’amore.

Trama

Racconta la storia di quattro generazioni di palestinesi costretti a lasciare la propria terra dopo la nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di senza patria. Attraverso la voce di Amal, nipotina del patriarca della famiglia Abulheja, viviamo l’abbandono della casa dei suoi antenati di ‘Ain Hod, nel 1948, per il campo profughi di Jenin. Si assiste anche alle drammatiche vicende dei suoi due fratelli, costretti a diventare nemici: il primo rapito da neonato e diventato un soldato israeliano, il secondo che consacra la sua esistenza alla causa palestinese.

In parallelo, si snoda la storia di Amal, che il lettore segue per quasi sessant’anni: l’infanzia, gli amori, i lutti, il matrimonio, la maternità e il suo bisogno e desiderio di condividere questa storia con la figlia, per preservare il suo più grande amore. Tutto questo sullo sfondo della storia palestinese, attraverso gli episodi che hanno segnato la nascita di uno stato e la fine di un altro, e ciò che vi si collega: la tragedia dell’esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, condannati a sopravvivere in attesa di una svolta.

“Preghiera del mare” di Khaled Hosseini

“Ho sentito dire che siamo i non invitati.
Siamo gli sgraditi.
Dovremmo portare la nostra sfortuna altrove”

Copertina “Preghiera del mare” di Khaled Hosseini

Se cercate: una storia di paure e di speranza, una preghiera laica, un grande atto d’amore (in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati UNHCR).

Trama

“Mio caro Marwan…” è l’inizio della lettera che un padre scrive al suo bambino, di notte, su una spiaggia buia, con persone che parlano lingu diverse e sconosciute. I ricordi di un passato fatto di semplici sicurezze, la fattoria dei nonni, i campi di papaveri, le passeggiate nelle strade di Homs si mescolano a un futuro incerto, alla ricerca di una nuova casa dove nessuno li ha invitati, dove chi la abita “ci ha detto di portare altrove le nostre disgrazie“. Un futuro di attesa e di terrore, che comincerà al sorgere del sole, quando dovranno affrontare quel mare, vasto e indifferente.

Questa lettera è un grande atto d’amore e nelle parole che la compongono c’è la vita in ogni sua sfumatura: speranze e paura, felicità e dolore.